Teramo, stazione di servizio derubata per 18 volte

Domenica l’ultimo colpo da 4.300 euro al self service Ip sulla Teramo-mare a Piano d’Accio. Il gestore: non ce la faccio più
TERAMO. Dire che è stato preso di mira dai ladri è un eufemismo. Con il colpo di domenica è riuscito ad arrivare a quota 18 furti. E’ Mauro Macchiavelli, titolare della stazione di servizio Ip con bar annesso sulla Teramo-mare, davanti al centro commerciale.
Bisogna dire che i ladri si sono accaniti di più sul bar, che dei 18 furti ne ha collezionati 14. Ma domenica è stata la volta della colonnina del self service. Un uomo, a volto scoperto, in pieno giorno, si è avvicinato alla colonnina, l’ha aperta e ha prelevato la sacca dei contati con 4.325 euro. «Si vede dalle immagini delle telecamere di sicurezza», racconta Macchiavelli, «un uomo si avvicina a piedi in tutta tranquillità, apre la cassaforte con una chiave falsa, asporta la sacca dei soldi e richiude pure la colonnina. L’uomo portava anche una tanica vuota in mano: la scusa pronta, se qualcuno si fosse avvicinato, sarebbe stata che era rimasto a piedi con l’auto». Tutto questo è avvenuto alle 14,21 di domenica ed è durato 13 secondi. «Portava solo il cappuccio di una felpa, era a viso scoperto, a mani nude, con molta tranquillità. Tanto che è arrivato un cliente e all'inizio pensava fossi io, poi ha capito qualcosa quando il ladro allontanandosi si è messo a correre». Probabilmente è salito in un’auto che lo stava aspettando poche decine di metri più in là.
Il gestore non ce la fa più. «Ho subito 18 furti dal 2001. Al bar i ladri rubavano sigarette, Gratta e vinci, ma dal settimo-ottavo furto ogni sera togliamo le sigarette e le cose di valore e le mettiamo in cassaforte. E allora quando non trovano un bottino degno fanno i dispetti: rompono attrezzature, vetri, televisori, vetrine. Certo, prima o poi si attrezzeranno, arriveranno con un trattore e caricheranno la pesantissima cassaforte», ironizza l’imprenditore. Che d’altronde è abituato a tutto: nel penultimo furto avvenuto il 19 novembre, i ladri hanno rubato persino la centralina dell'impianto d'allarme, nascosta nell'intercapedine fra soffitto e tetto. «Fortunatamente nel salone ho un nebiogeno, un apparecchio che in 4 secondi riempie il locale di nebbia anche se è staccata la centralina e quindi sono dovuti fuggire». I 18 furti gli sono costati più o meno 50mila euro. «Ho sempre fatto le denunce ma i responsabili non sono mai stati trovati», conclude Macchiavelli, «al massimo qualche pezzo di cambiamonete dei videopoker buttato in campagna, ma ora sono inchiodati al muro. Ultimamente poi ci sono meno pattuglie in giro, forse risentono dei tagli anche le forze dell’ordine. La notte giro io per controllare, anche se ho le telecamere collegate all’Ipad. Oltre al fatto che parte del mio guadagno va ai ladri, questa è una situazione fortemente stressante. Alle 2-3 di notte quando scatta l'antifurto, ti svegli con il cuore in gola, impieghi 5-6 minuti ad arrivare, ma ormai i ladri sono andati via. Non so più che fare. Sono stanco, veramente stanco».
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