Teramo, un vasetto di cannabis sulla tomba di Marco Pannella

Una provocazione o un omaggio alla battaglia antiproibizionista dello scomparso leader radicale
TERAMO. Un omaggio, una provocazione, una rivendicazione politica o forse solo un gesto goliardico. Non è chiaro il motivo che ha spinto qualcuno a poggiare un vasetto pieno di marijuana sul loculo dove è domenica scorsa è stato tumulato Marco Pannella. Un vasetto giallo con la scritta “cannabis”: se poi ci sia dentro della vera marijuana o qualche altro intruglio, o se chi ha lasciato il vasetto si sia limitato solo alla scritta, anche questo è da accertare.
Ma in fondo non c’è alcuna differenza. Qualunque sia il motivo del singolare omaggio depositato sulla sua tomba, è chiaro il riferimento alla battaglia antiproibizionista sulle droghe leggere condotta dallo scomparso leader radicale nel corso della sua militanza politica. E forse chi ha messo il vasetto giallo, come se fosse un mazzo di fiori, ha voluto in qualche modo ringraziarlo o comunque ricordarlo per questo suo impegno.
Come ha fatto domenica scorsa, quando è stata allestita la camera ardente in municipio, Ennio Di Francesco, l’ex poliziotto che nel 1975 arrestò Pannella quando il leader radicale fumò uno spinello in pubblico – dopo aver avvisato al magistratura e le forze dell’ordine, minacciando di denunciare tutti se non fossero intervenuti – per sollecitare l’introduzione di una nuova legge sulla liberalizzazione delle droghe.
Di Francesco, allora capo della squadra narcotici della questura di Roma, lo arrestò a malincuore – perché anche lui era convinto che la legge dell’epoca era troppo repressiva – e da allora nacque tra i due un sodalizio umano e politico culminato con la sottoscrizione della tessera radicale da parte dell’ex poliziotto. (e.a.)
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