Tercas, la Cisl promuove un’azione di responsabilità

Secondo il sindacato il crac ha causato anche ai dipendenti danni economici: sarà chiesto il risarcimento agli ex amministratori della banca
TERAMO. Il crac della Tercas non ha danneggiato solo gli azionisti e la stessa banca, ma anche i dipendenti. E’ su questo presupposto che la Fiba Cisl, il sindacato dei bancari, intende promuovere un’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori della banca, cioè tutti i componenti del Cda decaduto con il commissariamento e l’ex direttore generale Antonio Di Matteo. Le stesse persone nei confronti delle quali venne avviata a suo tempo l’azione di responsabilità da parte del commissario della Banca d’Italia Riccardo Sora, un causa civile i cui tempi di definizione saranno probabilmente molto lunghi. Ma se in quel caso la richiesta di risarcimento riguarda somme notevolissime – circa 260 milioni complessivi, equivalenti alla prima stima delle perdite di bilancio, somma che poi il commissario Sora quantificherà in oltre 600 milioni – per quanto riguarda i dipendenti si tratta di cifre molto più modeste. Cifre riferite ad esempio, come spiega Mauro Cirilli della Fiba Cisl, alla perdita del premio contrattuale per i dipendenti che nel 2011 era stato quantificato in circa 2400 euro. «Il premio si prendeva sempre», dice il sindacalista, ma da tre anni i dipendenti non lo prendono più». Ma non è questa l’unica voce che farà parte dell’atto di responsabilità. «Ci sono anche altre voci retributive», aggiunge Cirilli, «e anche gli esodi incentivati sono stati causati dagli ex amministratori, come la chiusura di alcuni sportelli, i trasferimenti, il danno di immagine».
La Fiba-Cisl ha inviato una nota a tutti i dipendenti in cui spiega che «dopo attente verifiche sulla possibilità di esperire presso i competenti organi un’azione giudiziaria tesa alla declaratoria di responsabilità degli ex amministratori del gruppo bancario Tercas, ha deciso di conferire incarico professionale all'avvocato Maurilio D'Angelo del Foro di Roma, al fine di rappresentare gli interessi di tutti i colleghi che vorranno aderire a tale iniziativa».
Un’iniziativa, aggiunge il sindacato, «che ovviamente si propone l’obiettivo (anche per una maggiore forza “politica”) di coinvolgere tutti i colleghi, indipendentemente dalla iscrizione alla Fiba Cisl, auspicando la collaborazione di tutte le sigle presenti nelle due banche». L’azione giudiziaria avrà naturalmente un costo che sarà ripartito fra tutti coloro che aderiranno all’iniziativa: più sarà alto il loro numero e meno costerà a ciascuno. Quindi la Cisl chiede una sorta di pre-adesione. «Peraltro, successivamente alle pre-adesioni», conclude la nota, «abbiamo in animo di promuovere due assemblee con i dipendenti alla presenza del legale che illustrerà i termini dell'azione».
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