Tercoop: il nostro ricorso è inammissibile

11 Febbraio 2022

«Ce l’hanno anticipato verbalmente i giudici, il motivo è che non abbiamo partecipato alla gara»

TERAMO. La Tercoop esprime preoccupazione per la piega che sembra aver preso il ricorso presentato al Tar contro la gara del Comune di Teramo che ha visto la Easy Help aggiudicarsi l'appalto per la gestione dei parcheggi in città. Mercoledì si è tenuta, all'Aquila, l'udienza sull'istanza di sospensione chiesta dalla Tercoop e sulla quale il collegio si pronuncerà nei prossimi giorni.
Ma, in quella sede, il legale che rappresenta il Comune ha rilevato l'inammissibilità del ricorso perché la cooperativa, non avendo partecipato al bando di gara, non avrebbe titoli per ricorrere al Tar. Su questo i giudici, stando a quanto riferisce la Tercoop, si sarebbero espressi favorevolmente seppur in maniera verbale. La cooperativa, però, sottolinea come la tipologia di bando di per sé le rendesse impossibile la partecipazione. E questo sarebbe anche uno dei motivi del ricorso.
«Il collegio del tribunale amministrativo regionale, già informato nello stesso ricorso sui motivi della forzata rinuncia, accoglie con nostra grande sorpresa le osservazioni dell'ufficio legale del Comune ed ha anticipato in udienza verbalmente l'inammissibilità del nostro ricorso, senza una discussione nel merito delle illegittimità denunciate che restano inascoltate e inevase», protesta Leo Iachini, presidente della Tercoop, «stentiamo a credere che per il collegio del Tar una pubblica amministrazione possa discriminare, ostacolare o impedire la partecipazione e una concorrenza reale e non fittizia alla gara d'appalto, perché i discriminati, gli ostacolati e gli impediti non avendo potuto presentare proprie offerte non avrebbero diritto a ricorrere e possono solo accettare l'esclusione e la discriminazione. Se un'eventuale sentenza di inammissibilità del ricorso confermerà indirettamente questa incredibile tesi, il messaggio che arriverebbe alle imprese escluse ingiustamente dagli appalti pubblici sarebbe devastante, un invito alla rassegnazione».
Iachini preannuncia l'impossibilità materiale nel proseguire la battaglia legale: «Se avessimo a disposizione anche noi un ufficio legale pagato dai contribuenti avremmo già annunciato un eventuale ricorso in appello al Consiglio di Stato, ma dovendo attingere alle nostre inesistenti risorse sarà l'assemblea dei soci lavoratori che si terrà nei prossimi giorni a decidere che fare».(v.m.)
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