Terremoto, controlli nelle case: in attesa 5.414 richieste a Teramo

Nel fine settimana ne sono arrivate 800 al Coc. Brucchi: servono più tecnici. Prefettura, trasloco dopo il referendum ma l’ex Archivio di Stato non basta
TERAMO. Aumenta, anziché diminuire, e rischia di assumere proporzioni ingestibili. Nonostante l’attività febbrile dei vigili del fuoco e dei tecnici messi in campo da Protezione civile e Comune, le richieste di controlli negli edifici privati per i danni provocati dal terremoto è in crescita esponenziale. Solo nel fine settimana sono state più di 800 quelle raccolte dal Coc, il centro operativo comunale, che così ha aggiornato il proprio elenco a 3.874 istanze ancora da smaltire. Con l’aggiunta delle richieste presentate ai vigili del fuoco, che finora ammontano a 1.540, il totale mette i brividi. Da smaltire ci sono 5.414 domande di accertamenti e di questo passo aumenteranno ancora di più nei prossimi giorni.
Per questo il sindaco Maurizio Brucchi insiste nella richiesta indirizzata al comando centro della Protezione civile d’invio di altre squadre sul territorio teramano. «Se andiamo avanti così non ne usciremo mai», avverte, «abbiamo bisogno di più tecnici a cui affidare i controlli». Una mano la stanno dando anche gli amministratori di condominio con cui è in contatto l’assessore Franco Fracassa. «Abbiamo avviato una stretta e positiva collaborazione», spiega, «per fare in modo che tutti gli spazi delle palazzine siano accessibili quando arrivano le squadre per le verifiche».
Gli amministratori di condominio, tra l’altro, si sono fatti carico di avviare le pratiche relative agli edifici di cui si occupano, per cui i proprietari degli appartamenti non devono agire da soli neppure per le loro abitazioni. Tra i tanti aspetti preoccupanti della gestione dell’emergenza c’è anche un elemento positivo. A un mese dalle prime evacuazioni seguite alla scossa più violenta inizia l’afflusso di risorse per il pagamento del contributo di autonoma sistemazione agli sfollati. Per le famiglie costrette a lasciare le loro case si tratta di una boccata d’ossigeno. «Finora hanno dovuto anticipare le spese», spiega Brucchi, «ma tante non ce la fanno a pagarsi tutto da sole». Il sindaco ha ricevuto dal responsabile regionale della Protezione civile Antonio Iovino l’assicurazione che nelle prossime ore sarà stanziato «un congruo anticipo» per la copertura economica delle autonome sistemazioni.
Resta aperto anche il capitolo che riguarda gli uffici pubblici. La prefettura è pronta a trasferire una parte dei propri uffici nei locali dell’ex Archivio di Stato in corso Porta Romana. L’operazione, che interesserà circa trenta dipendenti costretti ad abbandonare l’ala della sede in corso San Giorgio resa inagibile dal sisma, sarà avviata dopo il referendum in programma per domenica prossima. L’attività di preparazione del voto referendario ha di fatto impedito lo spostamento di personale e uffici. Gli spazi attigui al convento di San Domenico, comunque, non basteranno ad accogliere tutti i dipendenti da collocare altrove.
Persa l’opportunità di occupare la sede dell’ex Banca d’Italia, acquisita dal Comune, la prefettura sta cercando altre soluzioni in particolare tra gli immobili di proprietà dell’agenzia per il demanio. Una possibilità è rappresentata dall’ex carcere di Sant’Agostino che ospita l’attuale sede dell’Archivio di Stato ma ha anche locali liberi. Sarà definita oggi, invece, la questione relativa agli interventi necessari nei cimiteri.
Dopo lo scontro sulla data di riapertura delle aree più danneggiate, nel consiglio di amministrazione della Team riunito ieri c’è stato un chiarimento tra il presidente Pietro Bozzelli e il dirigente nonché responsabile della sicurezza Pierangelo Stirpe. Quest’ultimo ha anche avuto un colloquio telefonico sullo stesso argomento con Brucchi che, però, non gli risparmia la bacchettata. «La sua è stata un’uscita fuori luogo», afferma il primo cittadino, «non ho tempo di indugiare sulle chiacchiere: la procedura è chiara e l’attiveremo per riaprire i cimiteri prima possibile». Il sindaco ieri ha firmato sette ordinanze di sgombero per abitazioni a circonvallazione Spalato, alla Cona e a Forcella.
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