Terreno a rischio reso edificabile I 5 Stelle all’attacco del Comune

TERAMO. Paga da anni le tasse per un terreno come se fosse edificabile, ma che di fatto non lo è. E l'amministrazione comunale, per sanare l'errore, vorrebbe concedere il via libera all'edificazione...
TERAMO. Paga da anni le tasse per un terreno come se fosse edificabile, ma che di fatto non lo è. E l'amministrazione comunale, per sanare l'errore, vorrebbe concedere il via libera all'edificazione nonostante i vincoli esistenti a causa del rischio idrogeologico. A puntare il dito sull'operazione pronta ad approdare domani in consiglio comunale è il Movimento 5 Stelle, che accusa il Comune di aver varato nel 2008 un piano regolatore «confezionato con logiche elettorali». Il consigliere pentastellato Fabio Berardini spiega che, attraverso l'istanza presentata dal privato, la maggioranza intende chiedere alla Provincia di eliminare il vincolo di inedificabilità posto per ragioni di tutela ambientale su un terreno a Piano della Lenta, in via Insorti di Bosco Martese.
«La maggioranza», dice Berardini, «vuole a tutti i costi far passare la delibera come una regolarizzazione di un mero errore cartografico ma, se così fosse, non ci sarebbe bisogno di una delibera di consiglio comunale ma se ne potrebbero occupare solamente gli uffici competenti. In realtà il Comune di Teramo vuole riparare ad un errore fatto nel 2008 quando approvò il nuovo Prg, concedendo la possibilità di edificazione in diversi terreni. Nel caso specifico il Comune concesse la possibilità di edificare ma si dimenticò di chiedere alla Provincia di eliminare il vincolo paesaggistico che ad oggi, rende assolutamente inedificabile quel terreno. Il proprietario del terreno, avendo pagato dal 2008 ad oggi tutte le tasse su quel terreno come se fosse edificabile, torna a chiedere che sia eliminato il vincolo provinciale per poter finalmente costruire».
Ma secondo i 5 Stelle il terreno in questione si trova in una zona ad elevato rischio idrogeologico, e la possibilità di costruire doveva essere preclusa dallo stesso Comune quando modificò il piano regolatore. «La delibera è assolutamente irricevibile poiché serve unicamente a onorare promesse elettorali», dice Berardini, sottolineando il rischio di un contenzioso.
Marianna De Troia
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