Terreno in vendita, allo studio tre ipotesi
Tra 15 giorni la giunta deciderà che fare con l’area “delle baracche” dopo le cinque aste fallite
ROSETO. Fare la sesta asta, dividerlo in lotti e poi provare a venderlo, o addirittura non venderlo più. Sono queste le tre ipotesi in merito al terreno sul lungomare sud, detto “delle baracche”, sul quale, tra circa 15 giorni, il Comune prenderà la sua decisione definitiva. Cinque aste fallite (di cui tre deserte) in 6 mesi non fanno ben sperare, e l’assessore al bilancio Antonio Frattari, insieme alla maggioranza, vuole chiudere la pratica al più presto.
«Noi dobbiamo coprire il buco di bilancio di circa 2 milioni relativo al rendiconto 2016, e non vorremmo farlo con i fondi ordinari per non gravare ulteriormente sui cittadini, ma cercando comunque di vendere un nostro bene», precisa Frattari, «sul terreno delle baracche pesano le aste fallite e, di conseguenza, stiamo ragionando per cercare di prendere la decisione migliore, e potremmo optare anche per lasciar perdere il terreno e orientarci verso un altro bene del Comune da individuare». Le titubanze sulla vendita del terreno in questione sono aumentate visto anche il mancato accesso fronte mare dell’eventuale residence perché, tra il marciapiede e il terreno, c’è una striscia di terra delimitata da due paletti e di proprietà privata, che impedirebbe di fatto a un’eventuale struttura ricettiva l’accesso diretto sul lungomare. Per le aste fin qui svolte, a parte le prime due nelle quali arrivarono due offerte (anche se nella prima la busta fu recapitata fuori tempo massimo e nella seconda l’offerta c’era ma mancava un documento), la terza e le ultime due con l’offerta rimodulata sono andate deserte. «E’ giusto che la decisione definitiva venga presa confrontandosi con tutta la maggioranza», spiega Frattari, «ripeto, per noi è di vitale importanza. Abbiamo altri terreni, forse più appetibili, ma assicuro che tra 15 giorni si deciderà».
Comunque, anche in caso di un’ipotetica vendita del terreno delle baracche, l’attività di ristorazione “Pacaya” di Marco Pasquini (l’unica delle tre baracche ancora attiva) potrà lavorare anche la prossima stagione estiva. «Sono soddisfatto», dice Pasquini, «soprattutto perché quattro ragazzi avranno di nuovo la possibilità di lavorare per tre mesi. Questo sarebbe il diciassettesimo anno che sono aperto». Pasquini inoltre, come fece lo scorso anno, si assumerà l’incarico di pulire l’intero terreno con la raccolta dei rifiuti, il taglio dell’erba e altri lavori di manutenzione. «Lo faccio per la mia attività», precisa Pasquini, «dando anche la possibilità di lavorare ad alcuni ragazzi del residence Felicioni, che già lo scorso anno mi diedero una mano». (l.v.)
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