Terrorismo. L’indagine a Teramo. Osannava Bin Laden: 17enne si difende dal gip

23 Aprile 2026

Ha scelto di rispondere alle domande del giudice per dare la sua versione dei fatti. «Solo curiosità, volevo amici»

TERAMO

Ha scelto di rispondere alle domande del giudice per dare la sua versione dei fatti. Il 17enne studente di Sant’Egidio alla Vibrata arrestato e finito in comunità con le accuse di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, addestramento ad attività con finalità di terrorismo ha risposto alle domande del gip Roberto Ferrari nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Assistito dall’avvocato Emiliano D’Andrea, il giovane ha detto di essersi avvicinato a quel mondo solo per curiosità e per farsi degli amici, ma di non aver mai avuto l’intenzione di mettere in pratica quelle tesi. Secondo l’accusa del procuratore per i minorenni David Mancini il ragazzo inneggiava teorie suprematiste, scambiava manuali per costruire armi e video per realizzare molotov, esaltava Osama Bin Laden a propagandare l’estremismo islamico con frasi violente, intrise d’odio e razzismo. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare nei successivi passaggi dell’inchiesta, il giovane era impegnato in conversazioni online nelle quali erano condivise immagini che si ispirano al neonazismo, all’estremismo islamico e all’odio razziale. «In particolare», si legge nel provvedimento, «opera quale amministratore del gruppo “Terza Guardia Italia” del canale Telegram di estremisti di matrice neonazista, suprematista e accelerazionista; promotore del gruppo “Satan Onion” del canale Telegram, nonché appartenente ai numerosi altri gruppi multipli su chat Whatsapp». Una comunità virtuale che, scrive il magistrato, «costituisce un ecosistema transnazionale di gruppi e canali social in cui i membri, particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo, partecipano a interazioni operative anche funzionali a progettualità ostili nelle quali si fa espresso riferimento al reperimento di armi da fuoco e alla costruzione domestica delle stesse tramite stampati 3D». Tra il materiale sequestrato nelle chat quello finalizzato alla costruzione di armi da fuoco e soprattutto quello per l’autoaddestramento. In particolare un video in lingua straniera cui un ragazzo, dopo il saluto nazista, elenca nozioni su come fabbricare bottiglie molotov. «Tali documenti», si legge nel provvedimento, «non sono solo semplici materiali informativi, ma costituiscono contenuti operativi spesso associati a circuiti estremisti internazionali che promuovono il ricorso a violenza individuale. La presenza di tali tutorial suggerisce quantomeno un interesse concreto verso la costruzione di un’arma “ghost gun” completamente fuori dai canali regolamentati».