Terrorizza due ragazzini: allontanato

Per un 40enne teramano scatta il divieto di avvicinamento, le minacce dopo gli screzi con il padre dei due fratelli
TERAMO. All’origine, secondo l’accusa della Procura, ci sarebbero degli screzi con il padre dlle vittime. «Niente di che, qualche litigio verbale», ripetono gli investigatori. Ma tanto è bastato per rendere la vita di quei due ragazzini, il grande 14 e il più piccolo 10, un inferno. Tra insulti e minacce, a volte anche di morte. E non solo visto che nei brevi periodi in cui non c’è stata la didattica a distanza causa Covid i due per paura non sarebbero nemmeno usciti di casa per andare a scuola. Fino a quando non è scattata la denuncia, sono iniziate le indagini e per M.M., quarantenne teramano, è arrivato il divieto di avvicinamento ai ragazzini.
Dovrà stare lontano da loro almeno 500 metri, non avvicinarli in alcuna occasione nè frequentare i loro posti. In caso contrario per lui scatterà l’arresto. La misura è stata firmata da gip su richiesta del pm Laura Colica titolare del fascicolo d’indagine.
Un fascicolo nato dopo la denuncia dei familiari dei piccoli con le indagini delegate alla squadra mobile (diretta a Roberta Cicchetti) per accertare le cause. E gli investigatori per mesi hanno fatto accertamenti, raccogliendo le testimonianze dei tanti informati sui fatti e seguendo anche i movimenti dell’uomo. Elementi elencati nella corposa relazione rimessa al pm che nei giorni scorsi ha chiesto ed ottenuto per l’uomo la misura del divieto di avvicinamento. Qualora dovesse violarla rischia di essere arrestato. I fatti, sempre secondo la versione dell’accusa, sarebbero iniziati nel maggio del 2020 quando l’uomo che ha avuto degli screzi con il padre dei minori e che abita non distante dalla loro casa avrebbe iniziato a minacciare il più grande con insulti e anche minacce di morte.
A tal punto, si legge nel provvedimento «da procurare un grave stato di ansia e paura e un fondato timore per l’incolumità propria e del fratellino. Entrambi i minori avevano dovuto cambiare le loro abitudini di vita: evitavano di uscire per giocare in strada, di allontanarsi da casa e in quelle poche occasioni in cui è stato consentito, vista la didattica a distanza imposta dalla pandemia, anche di uscire per la scuola.
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