Terza multa al Manakara Parte il ricorso al giudice

4 Agosto 2016

Tortoreto, il locale impugnerà insieme al Sayonara il regolamento comunale sulla movida. Il legale: «Taglia le gambe a chi ha la licenza di discoteca»

TORTORETO. Continua la guerra tra le discoteche della riviera ed il Comune di Tortoreto: arriva l'ennesima multa nei confronti del Manakara che ora, insieme al Sayonara, pensa di impugnare il nuovo regolamento sulla movida firmato a giugno dal commissario prefettizio Francesco Tarricone, con conseguenze potenzialmente clamorose. Per l'avvocato Fabrizio Antenucci, che rappresenta le due discoteche, «il ricorso sembra l'unica via percorribile per poter interloquire con un ente che sembra compiere manovre persecutorie nei confronti dei miei assistiti».

All'orizzonte, quindi, si profila lo scontro finale di una guerra esplosa nel 2015 con le cinque sanzioni notificate al Manakara per sforamento dei limiti orari per la diffusione musicale. Il locale, avendo licenza da sala da ballo, voleva attenersi alla normativa nazionale sulle discoteche; il Comune invece lo riteneva uno stabilimento balneare qualsiasi. Dei cinque contenziosi al giudice di pace partiti dalle multe, l'unico con sentenza diventata esecutiva per mancata opposizione è quello che dà ragione al Manakara, che poi si è visto lo stesso notificare altre due multe nella stagione in corso. Il primo agosto il Comune di Tortoreto ha pubblicato ufficialmente sull'albo pretorio il nuovo regolamento sulla movida, la cui stesura è cominciata con l'ex sindaco Alessandra Richi ed è finita con la firma del commissario prefettizio. Lo stesso giorno al Manakara è stata notificata la terza multa della stagione, la prima per violazione del nuovo regolamento, riferita alla serata del 23 luglio.

«La sanzione è evidentemente un errore: ne abbiamo quindi chiesto l'annullamento in autotutela», spiega Antenucci, che poi aggiunge sul regolamento della movida: «E' stato ideato solo ed esclusivamente per incatenare le attività con licenza da locali da ballo ed aggirare il disposto della magistratura che ha confermato lo status di discoteca e la non applicabilità delle restrizioni orarie dell'ordinanza comunale. Ora i locali con licenza devono rispettare gli stessi limiti orari degli stabilimenti balneari per la diffusione musicale (l'una durante la settimana, le due nel weekend, le quattro a Ferragosto), con sole sei serate in deroga con limite orario alle tre. Così si tagliano le gambe a imprenditori che hanno investito centinaia di migliaia di euro negli impianti da discoteca, compresi quelli per l'isolamento acustico».

Luca Tomassoni

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