Terzo binario, è guerra tra Comune e Rfi

10 Maggio 2019

Silvi, una nota delle Ferrovie conferma il no al progetto di recupero. Insorgono il sindaco Scordella e l’assessore Giancola

SILVI. È guerra aperta, ormai, tra il Comune di Silvi e Ferrovie dello Stato. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata ieri una stringata nota a firma di Modestino Roca, attraverso la quale il responsabile Rfi della zona adriatica ha comunicato agli uffici tecnici del Comune che la locazione del terzo binario morto deve intendersi non più valida e quindi priva di ogni efficacia.
Il rigetto da parte delle Ferrovie del progetto preso in carico prima dalla giunta Comignani e poi da quella targata Scordella spegne dunque ogni speranza. Già alcune settimane fa era emerso che Fs, dopo un’ analisi costi benefici, aveva ritenuto il progetto non congruo. Ieri la doccia fredda della conferma per il Comune di Silvi, che non potrà dunque richiedere il mutuo ventennale alla Cassa depositi e prestiti del valore di un milione di euro. Tutta l’opera era funzionale a decongestionare il traffico interno sul lungomare, soprattutto d’estate, e dava l’opportunità al Comune anche di fare cassa con le entrate derivanti dal pagamento delle tariffe negli stalli di sosta da realizzare nel tratto che va dal monumento ai Caduti fino a via della Repubblica. «Non ho parole per esprimere lo sdegno dell’amministrazione comunale», ha commentato l’assessore ai lavori pubblici Pamela Giancola, «di fronte a questo che ritengo un vero e proprio colpo basso che Rfi ha tirato alla nostra città, dopo che lo scorso dicembre ci aveva comunicato la disponibilità alla concessione ventennale di quell’area. Proprio in questi giorni si stava concordando un’iniziativa sinergica tra il Comune e alcuni comitati civici per accelerare i tempi. L’atto di concessione pluriennale era indispensabile per l’ottenimento del finanziamento, da parte di Cassa depositi e prestiti, necessario per dare esecuzione al progetto di utilizzazione dell’area a parcheggi pubblici e viabilità».
Il sindaco Andrea Scordella ha annunciato battaglia, senza escludere anche un eventuale ricorso al Tar. «Mi è difficile capire quale sia la vera causa dell’improvviso dietro front di Rfi, avvenuto proprio quando stavamo creando le condizioni per incontrare i dirigenti delle Ferrovie per chiarire alcune iniziative e impegni da loro precedentemente assunti in fase di chiusura dell’ultimo passaggio a livello della nostra città», ha sottolineato il primo cittadino, «L’adeguamento del sottopasso Marcelli di via Taranto e la concessione delle aree del binario morto hanno aspettato tanto tempo inutilmente tra mezze promesse e lunghi silenzi. Adesso diciamo basta e vogliamo esaminare attentamente la convenzione stipulata con la precedente amministrazione per l’eliminazione del passaggio a livello e far valutare dai nostri tecnici la regolarità tecnica e amministrativa nella costruzione del sottopasso di rampa Simoni Mariannina. Creeremo una task force, decisi a ricorrere anche al Tar se necessario».
Dello stesso avviso il presidente del comitato cittadino Antonio Di Costanzo che ha aggiunto: «L’apparente disponibilità di Rfi a concedere l’area del terzo binario era solo un trucco per tenerci buoni nella nostra lotta contro l’ abbattimento del passaggio a livello in via Simoni. Ora ci stiamo già organizzando, d’accordo e con il sostegno dell’amministrazione comunale e coinvolgendo anche le associazioni e comitati civici, per opporci con tutte le nostre forze e con tutti i mezzi disponibili, anche clamorosi se sarà necessario, e per far valere le nostre ragioni e i diritti della nostra città».
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