Terzo processo per Curti e Di Pietro

14 Gennaio 2015

Imputati di concorso in bancarotta per la società Mg Costruzioni, con loro Loredana Cacciatore

TERAMO. E’ il terzo filone d’inchiesta del crac Curti-Di Pietro quello che ieri mattina è approdato davanti al tribunale.

Anche in questo caso, come già avvenuto qualche giorno fa, il processo è stato aggiornato al 6 marzo perchè se ne dovrà occupare un altro collegio visto che il presidente di quello di ieri (il giudice Roberto Veneziano) è incompatibile in quanto si è già pronunciato con un precedente provvedimento. Imputati in questo processo sono Guido Curti, sua moglie Loredana Cacciatore, e Maurizio Di Pietro. I tre (per il primo stralcio i due uomini sono stati condannati in primo grado a sei anni per concorso in bancarotta) sono accusati di bancarotta in concorso, nello loro vesti di amministratori di diritto e di fatto, nell’ambito delle questioni riguardanti il fallimento della Mg Costruzioni, la quinta società del crac la cui richiesta di fallimento venne all’epoca presentata dalla stessa procura nell’ambito delle dettagliate indagini sulla mega bancarotta. «Gli indagati», scriveva chiaramente l’allora gip Marina Tommolini nell’ordinanza di custodia cautelare, «hanno scelto di mantenere in bonis la Mg Costruzioni Srl (ove sono confluiti quasi tutti i veicoli in leasing) unicamente per svuotare le altre quattro società poi fatte fallire. Negli anni 2008 e 2009 sono state costituite le società De Immobiliare Srl e Kappa Immobiliare (poi confiscate al termine del processo di primo grado (ndr)) per il tramite della Ruclesarn Investments Limited e Dreamport Enterprises Limited, con sede a Cipro, per essere finanziate attraverso conti esteri accesi a Lugano e a Londra, il tutto allo scopo di reimmettere nel circuito economico i proventi delle distrazioni operate ai danni della altre società del gruppo. La Mg Costruzioni Srl erogando nel 2009 alla De Immobiliare un prestito fruttifero dell’ammontare di 350mila euro non ancora restituito e del tutto privo di una valida e vantaggiosa causale, sembra destinata ad avere una sorte non migliore di quelle già fallite».

Il 6 marzo davanti al tribunale si aprirà anche il secondo stralcio dell’inchiesta che vede, tra i sette imputati, anche il commercialista teramano Carmine Tancredi a cui la procura contesta il concorso in bancarotta. Tancredi è stato consulente degli imprenditore Curti e Di Pietro.(d.p.)

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