Tesoreria, la convenzione resta sospesa

27 Febbraio 2016

Il provvedimento non è stato ritirata ma non sarà portato in consiglio giovedì prossimo

TERAMO. Il parere del ministero delle Finanze non è ancora arrivato e la modifica della convenzione per il servizio di tesoreria del Comune resta sospesa. Al momento, stando all’amministrazione, la delibera non è ritirata ma di sicuro non andrà in consiglio di giovedì prossimo.

La conferma è arrivata ieri mattina in commissione finanze, dove il provvedimento lunedì scorso aveva scatenato una furibonda lite tra l’assessore Eva Guardiani e il suo predecessore nella passata consiliatura, il consigliere fondatore di “Teramo soprattutto” Alfonso Di Sabatino Martina. Chi si aspettava un secondo round, però, è rimasto deluso. Di Sabatino non ha partecipato alla seduta, lasciando che il suo gruppo fosse rappresentato da Alberto Covelli il quale non è tornato sui temi del conflitto per i maggiori costi a carico dell’ente innescati dall’eventuale approvazione della delibera. L’argomento di fatto è stato archiviato senza ulteriori scossoni. Tornerà in commissione quando l’amministrazione avrà esaminato il parere ministeriale sul vincolo normativo, evidenziato sempre da Di Sabatino, secondo cui solo il Comune può modificare la convenzione in vigore con la Tercas per ricavarne condizioni migliori. L’aumento del tasso d’interesse sulla cosiddetta anticipazione di cassa, che farebbe lievitare la spesa di 350mila euro annui, per quanto motivata da sopravvenute esigenze gestionali da parte della banca, non sarebbe dunque regolare.

Su questa linea è attestato anche il parere dell’avvocato Pietro Referza richiesto dal primo cittadino. Brucchi, però, assicura che la delibera non è ancora azzerata. Il sindaco terrà aperta la trattativa con la Tercas anche per evitare il rischio di un contenzioso che, nonostante il vincolo normativo, potrebbe sfociare nel riconoscimento di un danno economico alla banca.

In aula giovedì approderà senza dubbio il Dup, documento unico di programmazione che accompagnerà il bilancio di previsione. L’atto sarà messo ai voti, ma sulla natura del pronunciamento si è molto discusso in commissione. L’amministrazione lo considera una presa d’atto, mentre l’opposizione vorrebbe che avesse una valenza politica più forte. Secondo il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto, infatti, la richiesta di un’approvazione piena metterebbe a rischio la maggioranza. «Il provvedimento sarà comunque votato giovedì», fa notare il sindaco, «la presa d’atto consentirà di presentare emendamenti e di riportare la delibera in aula insieme al bilancio per il varo definitivo».

Gennaro Della Monica

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