Test a tappeto per 200mila teramani

L’obiettivo dello screening di massa che partirà a giorni è coinvolgere il 60-70% della popolazione della provincia
TERAMO. Lo screening di massa sulla provincia di Teramo dovrebbe partire tra mercoledì e giovedì, con l'obiettivo di sottoporre a test circa il 60-70% della popolazione e quindi circa 200mila cittadini (questo perché la campagna non coinvolgerà i bambini sotto i sei anni, i già positivi e tutte quelle categorie già sottoposte costantemente ai controlli). Un obiettivo per la cui realizzazione sono però fondamentali due aspetti: il numero di tamponi disponibili e quello delle forze sanitarie in campo. Aspetti che sono stati affrontati nelle due riunioni che si sono svolte rispettivamente giovedì pomeriggio, alla quale hanno partecipato Regione, Protezione civile, Asl e comitato ristretto dei sindaci, e ieri mattina, alla quale hanno preso parte la Asl, il comitato ristretto dei sindaci e i rappresentanti degli ordini delle varie professioni sanitarie.
«Si sta lavorando per partire già dalla prossima settimana e il modello che vogliamo applicare è quello adottato a Bolzano», sottolinea il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, «ma ci sono alcuni aspetti critici che devono essere chiariti. Il primo riguarda il numero dei tamponi. La Protezione civile ci ha comunicato che al momento abbiamo a disposizione 20mila tamponi, che ovviamente sono insufficienti. C'è stato però assicurato che sono state attivate le procedure per acquisire gli ulteriori tamponi necessari per la provincia di Teramo prima e per il resto della regione poi ed entro lunedì dovremmo avere risposte certe sul numero di test che arriveranno». Altro aspetto è quello relativo al numero del personale medico e paramedico che sarà impiegato nello screening. «L'adesione sarà volontaria», ha spiegato il primo cittadino, «ma è necessario che ci sia un forte senso di responsabilità da parte di tutti. Solo qualche mese Zaia in Veneto ha dovuto precettare 3mila tra medici e altri sanitari per fare i test a tappeto. Però oggi (ieri per chi legge, ndr), i rappresentanti degli ordini delle varie professioni sanitarie ci hanno assicurato che c'è tutta la volontà di partecipare a questa attività».
A confermarlo anche il manager della Asl Maurizio Di Giosia. «Stiamo lavorando per partire la prossima settimana con lo screening di massa», ha dichiarato, «l'incontro con gli ordini dei medici, degli infermieri, dei veterinari, dei biologi e di tutte le professioni sanitarie andava proprio nella direzione di mettere insieme un grande gruppo di lavoro per far si che la macchina sia pronta in tempo brevissimi. Ovviamente sarà fondamentale la sinergia con i sindaci e la Protezione civile, insieme ai quali stiamo mettendo in moto la macchina organizzativa».
E proprio sui tempi di realizzazione dei test di massa è tornato ieri D'Alberto, che ha evidenziato come per essere efficace e dare una fotografia esatta della situazione, in un momento in cui «sono saltati tracciamento e sorveglianze attive», lo screening dovrà essere effettuato in un lasso di tempo ristretto. Intanto i sindaci si stanno organizzando anche per la logistica. Per l'effettuazione dei test si pensa infatti di mettere a disposizione, oltre ai drive-in (a Teramo quelli di Scapriano e Casalena) anche palazzetti e palestre delle scuole superiori attualmente chiuse. «Ovviamente sugli spazi nelle scuole», ha precisato D'Alberto, che oggi sarà all'Aquila per vedere come si sta svolgendo lo screening nel capoluogo di regione, «dovremo confrontarci con il presidente della Provincia». Poi l'appello alla cittadinanza ad aderire in massa allo screening. «Il messaggio che dobbiamo veicolare è che sottoporsi al test è essenziale non solo per conoscere il proprio stato di salute», ha concluso, «ma soprattutto per tutelare la salute della collettività».
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