Tezenis e Calzedonia mollano il corso

28 Ottobre 2016

Disdetto l’affitto dei locali e per effetto della crisi sono molti altri gli immobili di prestigio rimasti vuoti

TERAMO. Le lungaggini dei lavori di corso San Giorgio hanno già prodotto delle vittime eccellenti: i marchi Tezenis e Calzedonia hanno chiesto la disdetta del contratto di locazione valido fino a marzo alla Provincia che è proprietaria dell’immobile. La disdetta è stata confermata dagli uffici dell’ente e così presto sul corso potrebbero chiudere le saracinesche di due punti vendita importanti.

Per il momento, tra le indiscrezioni che si rincorrono, ci sarebbe quella di un probabile ritorno di Benetton in uno dei due locali, ma si parla anche del trasferimento in una altra zona del centro dal canone d’affitto più conveniente. Una decisione, quella dei due marchi, che oltre a dare il segno dei tempi di crisi, rappresenta anche una mazzata per l’ente di via Milli che in un colpo solo dovrà rinunciare a un introito di 130mila euro all’anno, ovvero la cifra pagata per l’affitto dei due locali.

La Provincia farà la sua parte aprendo una trattativa sul canone di affitto e limando gli importi che tuttavia, secondo gli uffici, sono già calmierati visto che sono stati tarati sugli indici fissati da Istat e Agenzia delle entrare. Il problema è che c’è una sofferenza generale tanto che l’ente ha difficoltà a piazzare sul mercato anche gli altri suoi immobili. Di recente è stato bandito l’affitto di un intero primo piano in un palazzo a via Trento e Trieste, l’ex palazzo Acli, per un importo di 600 euro mensili. Nonostante la posizione centralissima, il bando è andato deserto.

C’è apprensione anche per i locali del palazzo della sanità aggiudicati a un imprenditore che voleva aprire un esercizio bar a un canone mensile di 1800 euro circa. L’aggiudicazione è avvenuta da tempo, ma resta il fatto che nessuno ha ancora preso possesso dei locali e quindi il contratto non è ancora stato firmato.

Tutto fermo anche per la libreria Mondadori che dovrebbe nascere nei locali a piano terra di palazzo Delfico aggiudicato a un importo di 27mila e 600 euro all’anno. Il Comune si sarebbe dovuto attivare per rilasciare un nulla osta e rimuovere i vincoli esistenti sulla destinazione d’uso, ma al momento non c’è alcun parere ufficiale e così anche quei locali restano nel limbo. Una vera e propria emorragia, che la Provincia spera di arginare abbassando i canoni e confidando nel bando sulla vendita della caserma dei carabinieri di piazza Cellini che l’ente ha messo a gara per un importo di 5milioni e 700 mila euro. Se l’operazione dovesse andare in porto, un 10% della somma è vincolato a ripianare vincoli di bilancio, ma la restante parte la Provincia ha intenzione di utilizzarla per ottenere i certificati di vulnerabilità sismica di tutte le scuole superiori e laddove sarà necessario a eseguire lavori di consolidamento sismico. Intanto la notizia circolata sulla disdetta di Tezenis e Calzedonia ha alimentato tra i commercianti del centro storico nuove ipotesi sul destino dei locali. Secondo il noto libraio Antonio Topitti, noto per le sue posizioni contrarie alla nascita della libreria nei locali della Provincia, corre voce che in via Milli si starebbe valutando l’ipotesi di poter trasferire il franchising della Mondadori dai locali piano terra di Palazzo Delfico (che ancora non ricevono il parere sull’idoneità commerciale) ai locali di corso San Giorgio. «Qualora tali voci abbiano fondamento», dice Topitti provocatoriamente, «sorgono spontanee alcune domande. Essendo l'immobile in questione di proprietà di un ente pubblico, che ha già ricevuto disdetta di locazione, il prorietario non dovrebbe bandire un’asta pubblica per affittare i locali al miglior offerente? Esistono scuciture normative che permettono al locatore ente pubblico di scegliere in modo diretto il conduttore ? Se mai ciò fosse possibile , a quale prezzo e quali condizioni verrebbe contratta la locazione?(m.d.t.)

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