Tia, Poliservice sconfitta da un contribuente

25 Maggio 2015

Alba, per riavere 450 euro non dovuti la società spende 5mila euro di avvocati e perde in giudizio

ALBA ADRIATICA. La Poliservice spende 4-5mila euro per recuperare da un contribuente 450 euro, somma nemmeno dovuta. Tanto che alla fine soccombe in giudizio. Accade ad Alba Adriatica dove Marco Fabiocchi diventa proprietario di una casa e dimentica di segnalarlo alla società che gestisce la raccolta dei rifiuti e la relativa tassazione.

Accortosi da solo della dimenticanza – dalla Poliservice non arriva alcuna segnalazione – il 10 maggio 2012 presenta all’azienda una denuncia tardiva per la Tia. «Dopo 3-4 mesi», racconta Fabiocchi, «arriva l'accertamento in cui mi dicono in sostanza “Ci risulta che sei inadempiente”, come se io non avessi comunicato nulla. Per il regolamento comunale il cosiddetto “ravvedimento operoso” prevede una sanzione ridotta, del 10%, aspetto che ho segnalato alla Poliservice. Ma dal tono delle risposte – che sono riuscito ad avere dopo giorni di tentativi – capisco che l’avrebbero ignorato. Presento ricorso alla commissione tributaria e una sentenza del 24 giugno 2013 mi dà ragione: dice che bisogna applicare la sanzione minima perchè non c'è nessuna prova che l'accertamento sia stato avviato prima della mia autodenuncia. La Poliservice però va in appello, sostenendo che non era necessaria alcuna comunicazione ufficiale al cittadino». E anche in questo caso perde, condannata a pagare anche le spese di lite. «Per sanzioni di 450 euro hanno speso almeno 5mila euro, facendo due cause», sottolinea Fabiocchi, che i ricorsi se li è fatti da solo, «la vicenda sotto il profilo giuridico era inconsistente. Capisco la scelta strategica di far vedere il pugno duro, ma bisogna anche valutare la fondatezza delle proprie ragioni. Non dimentichiamo che i 5mila euro spesi sono soldi dei contribuenti». Segnalazione che Fabiocchi ha avanzato anche al collegio sindacale della Poliservice e al Comune di Alba, senza avere riscontri. (a.f.)

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