Torano rilancia la storica sagra: «Punteremo di più sulla qualità»

24 Luglio 2021

Nuova formula per l’edizione programmata nel 2022 dopo due anni di stop a causa della pandemia Il sindaco sente esperti e docenti e dice: «Numeri meno mirabolanti, ma eccellenze da valorizzare»

TORANO NUOVO. Qualità, rinnovamento, conoscenza. Sono le vie maestre per il rilancio della sagra di Torano Nuovo che anche quest'anno, causa Covid, non si terrà ma che vuole tornare ad esserci nel 2022 con nuove idee e nuovi modelli.
Del futuro delle sagre si è parlato nella tavola rotonda che giovedì pomeriggio si è svolta a Torano, organizzata dal Comune col patrocinio dell'Unpli Abruzzo e della locale Proloco. Dopo i saluti del sindaco Anna Ciammariconi, che ha promosso l'incontro con lo scopo di dare continuità concettuale alla cinquantennale sagra del paese ed aprire una riflessione sulle prospettive future, si sono susseguiti gli interventi della foodblogger Carla De Iuliis, del presidente Unpli Abruzzo Sandro Di Addezio, del sociologo Gabriele Di Francesco, del responsabile Sian della Asl di Teramo Francesco Di Gialleonardo, di Mauro Serafini docente di scienze tecniche e dietetiche applicate dell’Università di Teramo e di Marco Silla, presidente Unpli Marche. A portare il suo contributo, anche il consigliere regionale Dino Pepe. Fra le riflessioni aperte che hanno preceduto il dibattito col pubblico, quella di Serafini ha posto l'accento sul fattore conoscenza: fare delle sagre un'occasione per spiegare agli utenti le caratteristiche di un prodotto del territorio, le sue unicità ma anche il percorso che quell'alimento fa prima di arrivare in tavola. «Queste occasioni sono preziose per divulgare corretti stili di vita sul fronte alimentare, spiegare perché è meglio scegliere il piccolo produttore locale rispetto alla grande distribuzione e illustrare i vantaggi di una sana alimentazione» ha detto il docente impegnato in una importante ricerca sui centenari abruzzesi e su come il fattore cibo influisca sul loro stato di salute. Per Serafini la sagra potrebbe ospitare momenti didattici, laboratori dedicati ad adulti e bambini che mostrino concretamente come nasce un prodotto.
L'elemento qualità sarà la chiave di volta, anche a discapito della quantità. «Il sistema sagra va ripensato alla luce del Covid ma non solo: la manifestazione va riportata all'origine per quanto attiene la sua anima territoriale ma va aperta a nuovi modelli», ha detto il sindaco Ciammariconi, «Torano per prudenza anche quest'anno si è fermata, ma lavoriamo per un rilancio che faccia della qualità la parola d'ordine: il nostro territorio deve ripartire dalle sue eccellenze e la sagra deve tornare ad essere vetrina e valorizzazione di queste eccellenze. Numeri meno mirabolanti, ma maggiore aderenza alle richieste di un pubblico che è cambiato e che cerca unicità, contatto e storia col territorio: da qui la nostra sagra deve ripartire».
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