Torna in città il centro diurno dopo sei anni di esilio per il sisma

12 Marzo 2022

Inaugurata la nuova sede in piazza del Carmine, ospiterà le attività riabilitative di venti pazienti Da oggi è in pensione Serroni, storico capo del dipartimento di salute mentale: la Asl lo omaggia

TERAMO. Torna in città il centro diurno di salute mentale della Asl: uno spazio ampio e accogliente, nel cuore di Teramo, sarà il nuovo punto di riferimento per circa venti ospiti che potranno svolgervi attività terapeutiche e riabilitative sotto la guida di professionisti e volontari. Da tempo il diurno era stato trasferito a Casalena dopo che nel 2016 la sede originaria, in via Palma, era stata dichiarata inagibile a causa del sisma. Ma la sede provvisoria non era del tutto adeguata, in termini di spazi e per via della posizione decentrata, alle esigenze di utenti e operatori. La Asl si è perciò messa al lavoro arrivando ieri a tagliare il nastro di 500 metri quadrati, dotati di servizi e stanze per diversificare le attività, in piazza del Carmine.
LA CERIMONIA
All'inaugurazione, che ha visto la benedizione del vescovo Lorenzo Leuzzi, hanno partecipato i direttori generale e amministrativo della Asl Maurizio Di Giosia e Franco Santarelli; il direttore del dipartimento di salute mentale Nicola Serroni; il vice sindaco di Teramo Giovanni Cavallari e i responsabili del centro, a partire dalla referente Natascia Giordani Paesani. Ma, soprattutto, c'erano loro: le ragazze e i ragazzi che frequentano il centro e che carichi di gioia hanno esplorato i nuovi spazi, cantato e letto poesie. «Mi piace citare i progetti già avviati di musicoterapia e arteterapia, ma anche attività come l’esercizio fisico in palestra e in piscina, i corsi di cucina e di ballo. Insomma, un centro che assicura diverse forme di riabilitazione. Ringrazio il personale e i volontari che hanno dato e danno una mano per allestire le attività, che dopo il Covid man mano riprenderanno», ha dichiarato Di Giosia, sottolineando la valenza geografica della nuova sede «che incentiva l'inclusione, l'integrazione e la socialità».
L’ADDIO DI SERRONI
La mattinata ha visto anche momenti di forte emozione per il saluto del dottor Serroni: da oggi in pensione dopo 42 anni di servizio alla Asl. A lui è andato il saluto commosso degli ospiti del centro che gli hanno dedicato canti e poesie, e il “grazie” del direttore della Asl che gli ha donato una ceramica di Castelli. «In tanti anni, con maestri e colleghi, abbiamo combattuto contro lo stigma della malattia: i risultati ci sono stati, certo c'è ancora tanto da fare. Nel dipartimento mancano ancora alcune strutture residenziali, ma mi auguro che quelli che seguiranno porteranno avanti il percorso che io e altri con me hanno iniziato», ha detto Serroni salutando con calore i “suoi ragazzi” ricordando a loro e a tutti che la tanto decantata normalità, in realtà, «non esiste».
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