Torna l’acqua nelle case ma è allarme per le frane

11 Marzo 2015

Nuovi lavori sulla conduttura del Ruzzo, c’è timore per altri smottamenti Allerta del prefetto per le autobotti, sgomberi anche a Canzano e Castiglione

TERAMO. E’ un territorio sempre più malandato e costretto a fare i conti con il dissesto idrogeologico quello che frana nel Teramano. Campli, Canzano, Castiglione Messer Raimondo sono solo i casi più eclatanti, ma in questi giorni di emergenza maltempo tutta la provincia mostra la sua fragilità. E se sul fronte acqua si sta lentamente tornando alla normalità e oggi le scuole sono aperte, su quello di frane e smottamenti si registra un peggioramento di ora in ora.

La situazione più difficile resta quella di contrada Pastinella di Campli dove da due giorni 29 residenti sono stati sgomberati perchè l’abitato è minacciato da una collina che sta cedendo. «La frana non si ferma», dice il sindaco Pietro Quaresimale, «e per ora resta difficile fare anche un sopralluogo con i tecnici per quantificare i danni. Resta difficile anche la situazione sull’altro versante di Pastinella, ma fortunatamente in questo caso non sono previsti sgomberi».

A Pastinella restano le stalle con gli animali lasciate dai tanti allevatori della zona che vengono sorvegliate notte e giorno dai carabinieri della stazione di Campli che hanno organizzato dei servizi antisciacallaggio. E da ieri un’altra situazione critica si registra in contrada Castellare di Canzano dove è stata sgomberata un’abitazione minacciata da una frana. Resta difficile la situazione Castiglione Messer Raimondo. Tante le strade chiuse, le famiglie senza acqua e le abitazioni che hanno corrente elettrica solo grazie a gruppi elettrogeni. Nella zona Valloni una pericolosa frana ha lambito una casa che fortunatamente non ha subito danni. In contrada Borea è stato rimosso uno smottamento e una abitazione di Capitolano, rimasta isolata, è stata sgomberata. In contrada Giardino è stata installata una torre faro per monitorare un lago che minaccia alcune abitazioni e nella mattinata di ieri si è deciso di svuotarlo. La Sp 365, strada principale per accedere al paese, resta chiusa. E' percorribile in via alternativa la strada di Vicenne.

Sul fronte acqua la situazione sta tornando alla normalità. I lavori alla condotta di Pastino sono terminati nella notte fra lunedì e martedì e l’acqua ha ricominciato a sgorgare dai rubinetti da ieri mattina. Ieri, nel corso della giornata, quasi tutte le case hanno riavuto la fornitura idrica. I problemi e i ritardi maggiori si sono verificati a Civitella, paese posto alla fine del tronco e molto in alto.

La condotta di Pastino però resta sorvegliata speciale. Infatti c’è ancora una piccola perdita dove c’è stata la seconda rottura. Una perdita piccola, che viene costantemente monitorata dai tecnici del Ruzzo, che con pompe apposite aspirano l’acqua che fuoriesce, perchè non aggravi la situazione della frana. Ieri sul posto c’è stato anche un sopralluogo del prefetto, Valter Crudo, che ha voluto accertarsi di persona della situazione. I tecnici in queste ore «provvederanno a “incravattare”, cioè a installare un manicotto di sigillatura sul punto della saldatura che perde», spiega il presidente del Ruzzo, Antonio Forlini, «in modo da evitare spiacevoli sorprese». Per precauzione il prefetto ha però preallertato la Protezione civile: in caso di nuova rottura potrebbe essere necessario l’impiego di autobotti per rifornire una popolazione fino a 150mila abitanti. Forlini peraltro mantiene in massima allerta tutto il personale: «Tutto il territorio della provincia di Teramo è in movimento, ci sono frane dappertutto e quindi siamo pronti a intervenire». Il problema, d’altronde, è comunque anche ad altri acquedotti abruzzesi: all’Aca, ad esempio si sono rotte molte condutture.(d.p., a.f. e e.f.)