Torna l’evento mondiale sulla Salute unica

Seconda edizione di “One Health Award”, il tema è il Mediterraneo crocevia di malattie
TERAMO. Barriera naturale o spazio di incontro? Confine tra continenti o ecosistema unico oltre che culla della civiltà occidentale? È il “Crocevia Mediterraneo” al centro della seconda edizione di One Health Award (Oha), che si svolgerà a Teramo dal 13 al 15 ottobre 2023.
One Health Award è l’evento annuale organizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e dedicato al tema della Salute unica, che quest’anno ha scelto di focalizzare lo sguardo sul “mare nostrum”. «Luogo di scambio di popoli, culture, animali», si legge in una nota dell’Izs, «ma anche di virus e batteri che di certo non conoscono confini nazionali. Gli antichi miti e le stringenti questioni dell’attualità, gli equilibri geopolitici e le questioni sanitarie si intersecano come hanno fatto per millenni le culture che si sono affacciate su queste acque».
Con l’appuntamento di One Health Award 2023 si rinnova l’impegno dell’Istituto teramano per la diffusione di “One health, One earth - Una sola salute, un solo pianeta”: la filosofia che unisce medicina umana, medicina veterinaria ed ecologia nella cura e prevenzione delle pandemie. «Questo è l’obiettivo di Oha, che intendiamo perseguire con la creazione di un ampio spazio di dibattito pubblico che coinvolga per il secondo anno scienziati, decisori politici, agenzie sovranazionali, ma anche protagonisti del mondo dello spettacolo e dell’imprenditoria», spiega il direttore generale dell’Izs di Teramo Nicola D’Alterio, «punti di partenza e approcci anche diversi tra loro per arrivare alla sintesi di una sola salute. Far capire che per prevenire la diffusione delle malattie bisogna tutelare la salute umana, quella animale e l’ambiente attraverso azioni interdisciplinari sul piano sanitario, politico e non ultimo di pratica quotidiana».
Lo Zooprofilattico ha lavorato seguendo l’approccio One Health per contrastare il Covid-19; «la stessa ottica», continua D’Alterio, «ci guida nella creazione di partenariati e network multidisciplinari internazionali con il fine ultimo della Salute globale, affrontando i bisogni delle popolazioni più vulnerabili del sud del mondo sulla base dell’intima relazione tra la loro salute, la salute dei loro animali e l’ambiente in cui vivono».(red.te)
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