Torna l’incubo code, file di Tir sulla 16

L’Api scrive al ministro: «Lo Stato agisca e risolva la situazione». Appello della Camera di commercio: «Ingenti i danni»
TERAMO. Dopo una breve tregua, tornano le code sul tratto teramano dell’A14 e le colonne di Tir sulla Statale 16, in particolare nel tratto compreso tra Pineto e Silvi. È successo nel pomeriggio di ieri quando sul tratto di Adriatica si è riversato il traffico pesante impossibilitato a transitare sul viadotto Cerrano dell’autostrada interdetto da settimane ai Tir su disposizione dell’autorità giudiziaria di Avellino. Disagi e code sull’A14, fortunatamente non chilometriche come quelle pre natalizie, nel tratto tra Pineto e Città Sant’Angelo, dove permane il sequestro di molte barriere di sicurezza sempre su disposizione dell’autorità giudiziaria di Avellino che nei prossimi giorni, probabilmente prima del controesodo dell’Epifania, dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro fatta sia per le barriere sia per il casello autostradale di Roseto. E, intanto, oggi, nuovi disagi potrebbero verificarsi sulla Statale 16, a Silvi. Infatti sono previste deviazioni del traffico sull’Adriatica per la riparazione di un tombino che si trova davanti al centro commerciale Universo. Oggi la polizia municipale, dalle 9 alle 20, ha disposto la deviazione del flusso veicolare proveniente da nord verso l’area interna al centro commerciale, mediante un bypass. I mezzi dovranno successivamente svoltare a sinistra per rientrare sulla Statale 16.
L’API. Il presidente dell’Api, Alfonso Marcozzi, ha inviato ieri una lunga lettera, fra gli altri, al ministro De Micheli, ai parlamentari abruzzesi, al governatore. «In questo stato confusionale e di scaricabarile dove ognuno cerca di proteggersi e scansarsi dalle proprie responsabilità decisionali, si assiste alla paralisi delle infrastrutture viarie che hanno un impatto drammatico sull’economia delle nostre aziende e del territorio», scrive Marcozzi che si chiede se qualcuno abbia documentato che gli ancoraggi del new jersey sul ponte vicino allo svincolo di Roseto, in parte chiuso, siano corrosi come quelli sul viadotto Acqualonga della A16 in occasione dell’incidente mortale del 2013 che ha determinato i sequestri, o se si sia proceduto per analogia. Marcozzi incalza anche sulla chiusura al traffico pesante del ponte del Cerrano in cui questi problemi sono aggravati anche da una frana che interesserebbe le strutture fondali. Ma a questo punto si chiede il presidente dell’Api quale sia il coefficiente di sicurezza a seconda del passaggio delle auto o anche dei camion. «Spero che i soggetti in indirizzo sblocchino lo stato confusionale in cui ci troviamo non limitandosi alle solite dichiarazioni di facciata attraverso i media; questo Paese torni ad essere un paese normale, lo Stato riassuma i ruoli che gli competono visto che le competenze professionali e imprenditoriali ci sono e sono di eccellenza mondiale».
LA CAMERA DI COMMERCIO. È intervenuta anche la Camera di commercio. Il presidente Gloriano Lanciotti sottolinea gli effetti negativi dei provvedimenti su cittadini, imprese di trasporto di merci e persone, su tutte le attività economiche che insistono sui territori interessati ed alle attività turistiche». In attesa di una soluzione definitiva, l’ente chiede alle autorità competenti «di assumere provvedimenti immediati, anche di carattere temporaneo, che possano consentire il ripristino di una situazione di traffico più fluida, in modo da scongiurare sia i rischi per la salute dei cittadini, che ingenti danni economici per le imprese e per un territorio che allo stato attuale non è assolutamente raggiungibile in maniera agevole».

