Tornano le visite dei parenti ai ricoverati

20 Giugno 2020

Il Mazzini diventa più accessibile, via libera della direzione sanitaria all’ingresso di un congiunto per ogni degente

TERAMO. Che l’emergenza Covid sia alle spalle, in provincia di Teramo, non lo dicono solo i numeri dei contagiati.
All’ospedale di Teramo da mercoledì scorso è stata revocata una delle misure più necessarie ma anche più drammatiche per i pazienti e i loro parenti. Infatti la direzione sanitaria di presidio con un ordine di servizio inviato ai primari, ha ristabilito le visite dei congiunti ai pazienti.
Uno dei risvolti più drammatici durante i tre mesi di emergenza coronavirus è stato il fatto che per evitare il pericolo di contagio i malati – positivi o no – fossero costretti ad affrontare i ricoveri senza la presenza di un familiare che potesse offrire loro conforto e supporto. Un’assenza che è diventata drammatica per gli anziani che spesso si sono sentiti persi senza un volto caro, senza un punto di riferimento familiare. Tutto questo ha avuto effetti gravi per chi ha dovuto affrontare un ricovero. Fino ai casi limite, quelli più strazianti, in cui il malato ha dovuto affrontare il momento del trapasso da solo. Un isolamento che ha privato la malattia, e anche la morte, di quel risvolto umano che ha sempre unito nel dolore malato e congiunto.
Da mercoledì tutto questo è passato: nell’ordine di servizio firmato dal direttore Pietro Romualdi è scritto che «si autorizzano le visite a degenti presso i reparti del presidio ospedaliero di Teramo, prevedendo la possibilità di ricevere visita una volta sola al giorno e ne casi strettamente indispensabili con accesso, al massimo, di un visitatore alla volta per ciascun degente. In tali casi il familiare (visitatore) potrà essere ammesso nei locali del reparto indossando Dpi (mascherina e guanti) previsti dal Dvr relativo alla unità operativa e secondo le modalità eventualmente disciplinate dal direttore o responsabile della stessa». La speranza è ora che la solitudine forzata dei malati nelle corsie dell’ospedale resti un ricordo.
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