Tortoreto, bagarre di liste Potrebbero essere 6 o 7

16 Febbraio 2017

I tre raggruppamenti i della scorsa tornata elettorale sono un lontano ricordo Schieramenti politici ormai frammentati e ci sono ancora molte incognite

TORTORETO. Tutti contro tutti: a meno di accordi a sorpresa, la politica tortoretana rischia di disgregarsi in almeno cinque o sei liste in vista delle elezioni comunali di primavera. L'unica vera certezza, per ora, sembra essere quella del candidato della coalizione del centrosinistra Piero Di Nicola. Dalla sua, oltre al vessillo ufficiale del Partito democratico, anche l'appoggio dei Comunisti d'Italia e del Partito Socialista, mentre si cercano ancora alleanze nel mondo associativo. Rispetto alle elezioni del 2014, però, il centrosinistra potrebbe perdere un gruppo importante di sostegno: dopo Nicola Ianni, sembra infatti che altri esponenti di primo piano del partito sarebbero sul punto di dimettersi dalla sezione tortoretana del Pd in aperta polemica con la linea della segreteria guidata da Stefania Barlafante. Questa piccola “scissione” nel Pd di Tortoreto potrebbe avvantaggiare i centristi. Non a caso, è al centro dello schieramento politico che sembrano giocarsi le partite principali. Seduti sui vari tavoli, oltre a fuoriusciti e critici del Pd, ci sono Domenico Di Matteo, che ha reso pubblico il suo impegno nella costruzione di una lista di centro, ma anche esponenti storicamente vicini al gruppo di Gino Monti. Il centrodestra, infatti, sembra definitivamente spaccato sulle due posizioni inconciliabili: quella di Monti, appunto, e quella di Francesco Marconi, che ha confermato la propria candidatura a sindaco dopo avervi rinunciato, tra le polemiche, nel 2014. Un posto, nelle partite, lo cercano anche i sostenitori di Augusto Di Stanislao, che dopo lo "stop" ricevuto per la partecipazione alle primarie aperte del centrosinistra starebbe valutando la possibilità di scendere in campo lo stesso, e “Impegno Civico” di Rosita Di Mizio e Renato Chicchirichì, che ha rispedito al mittente il possibile corteggiamento da parte della lista ufficiale del centrosinistra. Tra gli outsider, due liste in costruzione, apertamente alternative al sistema politico che ha governato negli ultimi anni la città e che potrebbe trarre particolare beneficio dalle spaccature dei poli tradizionali: “Progetto Tortoreto” dell'ex Pd Nico Carusi e, ovviamente, il Movimento 5 Stelle. E c’è sempre la possibilità che possa scendere in campo anche l’ex parlamentare IdV Augusto Di Stanislao. Con almeno cinque o sei liste a buon punto nella fase di definizione, quindi, a Tortoreto potrebbe ripetersi, almeno in parte, quanto successo nella vicina Alba Adriatica nel 2013, fatto eccezionale per un comune con elezioni a turno unico: con sette liste, per la vittoria del candidato Tonia Piccioni bastò il 27% dei consensi. Cifre, queste, lontanissime da quelle viste nella sfida a tre di Tortoreto del 2014, quando vinse la lista di Alessandra Richi e il centrosinistra guidato da Flaminio Lombi perse, con batosta, ottenendo il 35% dei voti.

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA