Tortoreto, il centrodestra resta senza candidato

Piccioni ufficializza il ritiro dalla competizione, l’area è sempre più frammentata E a due settimane dalla presentazione delle liste rischia di sparire dalla contesa
TORTORETO. Il centrodestra di Tortoreto, nel “tutti contro tutti” interno, rischia di non presentarsi alla elezioni comunali: l’ipotesi comincia a circolare tra gli stessi protagonisti. Come anticipato nei giorni scorsi, infatti, il candidato sindaco Domenico Piccioni ieri ha compiuto ufficialmente il suo passo indietro, per non essere riuscito a trovare una sintesi tra i diversi gruppi politici di area in guerra fratricida. Una divisione che il comitato Tortoreto Sempre aveva confermato, prendendo le distanze dalla candidatura dell’ex vicesindaco e svuotando di valore l’accordo trovato fra i partiti a livello provinciale. Così Piccioni oggi si ritira e spiega: «In seguito agli incontri intercorsi negli ultimi giorni e delle ultime decisioni prese, mi trovo a constatare che, in questo momento storico, non è possibile far convergere parte del centrodestra attorno alla mia figura. Pertanto, come ha mostrato la mia esperienza politica, essendo prioritari il bene e il progresso della cittadina, ritiro la mia disponibilità alla candidatura a sindaco».
Il clima nel centrodestra appare ora più avvelenato che mai, esponendo ogni possibile candidatura ad una serie di veti incrociati. Anche se ufficialmente tutti aspettano la prossima mossa dei quattro partiti in campo (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Alternativa Popolare e Udc), tutti i nomi circolati finora sembrano “bruciati”. Non sembra, infatti, esserci nessuna convergenza sufficiente, oltre che su Piccioni, nemmeno su Francesco Marconi o Gino Monti, né su Mauro Calvarese, tantomeno su amministratori della maggioranza del sindaco Alessandra Richi caduta un anno fa. Eppure tra questi ultimi c’è la figura che sembra la più forte tra le carte in mano ai partiti: l’ex assessore Lanfranco Cardinale. Ma al grido di «rinnovamento dopo caduta e commissariamento» e «no a scelte calate dall’alto», ci sarebbero già oppositori interni pronti con il colpo in canna. Il centrodestra tortoretano, quindi, è alle prese con una spaccatura difficilissima da sanare, con due settimane scarse per trovare l’unità intorno ad un candidato sindaco, oltre a 16 candidati consiglieri, un programma e tutte le firme necessarie a presentare la lista. Per questo c’è chi, pur rimanendo in attesa e sperando in una soluzione, nel frattempo cerca un piano B. Ipotesi favorita da molti sembra la creazione di un grande centro, che racchiuda tutti i moderati e punti sul rinnovamento. In quest’area, però, c’è un progetto già ben definito con cui fare i conti, quello di Domenico Di Matteo, da tempo al lavoro per una lista centrista, oltre a Impegno Civico con gli ex dissidenti della Richi.
Luca Tomassoni
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