Tortoreto, il Pd rimane nel caos

14 Gennaio 2017

La decisione di svolgere le primarie non ha riportato il sereno

TORTORETO. Toni alti e porte sbattute: il centrosinistra di Tortoreto nel caos. Le primarie aperte fissate per il 19 febbraio dal Partito Democratico per scegliere il candidato sindaco non hanno riportato il sereno, né chiarito il quadro delle possibili alleanze, anzi forse lo hanno complicato. Tant'è che nemmeno uno degli alleati più fedeli, il Partito Comunista d'Italia in cui sono confluiti i membri del Pdci, si getta nelle primarie e offre senza riserve quello che fino a ieri sembrava un appoggio scontato. Spiega Erman Dovis, referente della sezione tortoretana del Pci: «Siamo interessati a tutto ciò che si sviluppa in ottica progressista e unitaria del centrosinistra. Ci sembra, però, che ci siano ancora questioni da definire alla luce del dibattito interno al Pd, per cui restiamo in attesa degli sviluppi. Seguiamo con attenzione e attendiamo che il quadro si definisca, apprezzando lo sforzo di coinvolgimento popolare che è alla base del sistema delle primarie».

Da Dovis arriva un'ulteriore conferma della spaccatura nel Pd. Spaccatura che nei giorni scorsi si è acuita con la scelta delle regole delle primarie. La prima bozza di regolamento, infatti, sembra contenesse anche l'impossibilità a candidarsi per gli ex assessori regionali, oltre a quella per gli ex sindaci che ha poi superato l'approvazione. Paletti che per qualcuno sarebbero stati cuciti addosso ad Augusto Di Stanislao, che era sostenuto da una parte degli esponenti del Pd e che ora potrebbe vedersi limitata la possibilità di partecipare alla contesa delle primarie. Senza Di Stanislao e senza Nicola Ianni, che ha rinunciato alla candidatura alle primarie perché in disaccordo proprio sulla loro organizzazione e non ha sciolto i dubbi sul proprio impegno in vista delle elezioni, il Partito Democratico rischia di perdere quindi il consenso di una buona parte dei centristi.

Altro secco "no" a partecipare alla contesa arriva di nuovo dall'ex consigliere comunale Nico Carusi che, nonostante l'appello lanciato nei giorni scorsi al Movimento 5 Stelle, alcune voci volevano pronto a riavvicinarsi al Pd in caso di primarie, soprattutto dopo la rinuncia alla candidatura di Mauro Postuma. Per ora, quindi, gli unici candidati alle primarie aperte del centrosinistra, restano i due esponenti interni al partito che hanno già dato disponibilità: l'ex amministratore Piero Di Nicola e l'ex segretario Mauro Di Bonaventura. Lo scenario potrebbe rimanere questo, a meno che un nome forte non arrivi dalla cosiddetta società civile, vista l'intenzione del partito di voler avvicinare associazioni e realtà importanti del territorio, oppure da eventuali alleati come Impegno Civico, il movimento dei consiglieri che aprirono la crisi di maggioranza del sindaco di centrodestra Alessandra Richi, e sembrano impegnati in una fitta rete di contatti trasversali.

Luca Tomassoni

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