Tortoreto, la crisi precipita Il sindaco pensa alle dimissioni
Di Pancrazio, Di Febo e Di Lorenzo rimettono le proprie deleghe perché la giunta non è stata azzerata Richi: mi aspettavo un atteggiamento più responsabile. Tempi stretti per l’approvazione del bilancio
TORTORETO. Peggiora la crisi di maggioranza a Tortoreto e qualcuno parla già di dimissioni imminenti da parte del sindaco Alessandra Richi. Ieri mattina, infatti, tre dissidenti hanno rimesso nelle mani del primo cittadino le proprie deleghe: l'assessore Rosella Di Pancrazio quella al bilancio, Fabrizio Di Febo quella sulle attività produttive, Federico Di Lorenzo quelle sul demanio e sull'informatizzazione.
L'ennesimo strappo dei dissidenti, arrivato quasi un mese dopo la caduta del consiglio comunale, sembra motivato proprio dal diniego del sindaco di azzerare la giunta per ricomporne una nuova, come da loro richiesto. La risposta dei dissidenti era attesa da settimane ed è arrivata dopo un lungo silenzio. L'unico consigliere comunale dei sei dissidenti a non aver rimesso la propria delega, considerando che agli assessori Rosita Di Mizio e Renato Chicchirichì sono state revocate dalla Richi, ora è rimasta Lilli Piacentini, che guida il sociale. «I tempi non sono maturi per tirare conclusioni, tutto è ancora possibile», spiega brevemente la Piacentini, dribblando la domanda sul perché lei non si sia allineata ai tre dimissionari. Il fronte dei dissidenti, ad ogni modo, appare compatto lo stesso.
Furiosa invece la Richi, che a caldo ha commentato così la notizia: «Mi aspettavo un atteggiamento responsabile da parte loro, che mettesse da parte i personalismi e garantisse almeno gli atti urgenti su bilancio e preparazione della stagione turistica alle porte. Noi, per questo, stiamo lavorando anche 12 ore al giorno in mezzo a tutte le difficoltà della situazione politica. Mi aspettavo quindi che sui problemi interni alla maggioranza fosse sì fatta luce appieno, ma in un secondo momento per il bene del paese. E' anche per questa fretta di procedere alle urgenze, che io al momento non intendo azzerare la giunta: ricomporne una nuova richiede tempo che non abbiamo». A bruciare di più, sono proprio le dimissioni della Di Pancrazio, che gestiva la delega con l'incombenza più vicina di tutti, l'approvazione del bilancio di previsione, i cui termini scadono lunedì. C'è comunque la possibilità di approvare il bilancio nei prossimi mesi, ma a Tortoreto questa è visto come una cocente sconfitta politica ed il sindaco lo lascia intendere chiaramente. Senza bilancio e conti certi, del resto, si presentano grandi limiti anche nella composizione del calendario degli eventi estivi. Scomode anche le dimissioni di Di Lorenzo, che con la sua delega al demanio avrebbe dovuto firmare gli atti per predisporre il salvamento dei bagnanti sulle spiagge tortoretane, indispensabile per evitare un mega divieto di balneazione lungo tutta la costa. Sembra quindi proprio l'estate che si avvicina a peggiorare la situazione politica della Richi e quasi metterla in trappola. Da una parte infatti il sindaco vorrebbe andare avanti continuando a imporre la sua linea alla maggioranza, battendo con forza i pugni sul tavolo come quando ha "licenziato" due dei tre assessori dissidenti o quando ha rispedito al mittente la richiesta di un rimpasto totale di giunta. Dall'altra, però, sa bene che senza accogliere le richieste dei dissidenti e ottenere il loro appoggio, non ha i numeri in consiglio e non può gestire la stagione estiva nella maniera più consona a una città turistica come Tortoreto.
Vista l'empasse, peggiorata da un'opposizione che sembra essersi ricompattata contro le larghe intese, in città si parla già di possibili dimissioni in arrivo da parte della Richi. L'arrivo di un commissario prefettizio permetterebbe infatti di risolvere immediatamente tutte le questioni urgenti, limitando forse i danni al settore turistico. Il primo cittadino ci sta pensando.
Luca Tomassoni
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