Tortoreto, la sfida sarà tra sei candidati

13 Maggio 2017

L’incognita resta Calvarese. Carusi e i 5 Stelle, che hanno già pronte le liste, si pungono a vicenda

TORTORETO. Fretta, incertezza e veleno: così la politica di Tortoreto vive le ultime ore utili per la presentazione delle sei liste che si contenderanno le elezioni comunali dell’11 giugno. E’ fissato per oggi a mezzogiorno, infatti, il termine ultimo per consegnare in municipio le firme e la documentazione necessarie. Ieri solo la metà delle liste aveva già completato la pratica burocratica. Segno, questo, sia della difficoltà di trovare candidati e firme necessarie per così tante liste, ma anche del ritardo con cui sono stati scelti i nomi dei candidati per il ruolo di sindaco e definiti gli ultimi accordi politici. Non è ancora del tutto chiaro, del resto, il ruolo che avranno alle elezioni alcuni gruppi politici e associazioni alle elezioni, dato che la maggior parte delle liste è ancora blindata e lo resterà probabilmente fino allo scoccare delle ore 12.
Tra le incertezze, la più importante è quella su Tortoreto Sempre di Mauro Calvarese. Il comitato elettorale del centrodestra che ha espresso gli ultimi due sindaci della città, dopo la spaccatura nella sua area di riferimento, negli ultimi giorni è stato dato prima per morto per non aver trovato un accordo con i centristi, poi dato per risorto e candidato con una lista autonoma, infine dato di nuovo fuori dai giochi. Quello che si sa è che il documento con cui il comitato avrebbe dovuto ufficializzare la propria assenza alle elezioni, seppur annunciato, non è stato mai inviato. La sfida, però, a meno di clamorose sorprese, sarà tra sei candidati per il ruolo di primo cittadino: Domenico Piccioni per il centrodestra, Franco Rampa per Impegno Civico (che coinvolge gli ex dissidenti della maggioranza Richi), Domenico Di Matteo per i centristi, Piero Di Nicola per il centrosinistra, Nico Carusi per Progetto Tortoreto e Riccardo Straccialini per il Movimento 5 Stelle.
Le ultime due realtà, che hanno anticipato tutti nel completamento della fase burocratica della raccolta delle firme, nei giorni scorsi sono state al centro di dibattiti forti e avvelenati. Tra lettere anonime contro i pentastellati e volantini senza nome che colpivano soprattutto Carusi su vicende personali, infatti, gli stessi due candidati si sarebbero presi di mira anche fra loro, rendendosi protagonisti di un surreale botta e risposta a distanza che avrebbe avuto come oggetto le proprietà della famiglia del leader di Progetto Tortoreto. Il perché del loro duello è chiaro: Straccialini e Carusi, mancato l’accordo, si divideranno probabilmente una parte di elettorato comune, quello che vuole dire “basta” ai partiti e agli amministratori che hanno governato la città negli ultimi decenni. Fetta elettorale, questa, che anche altre liste cercheranno di attrarre facendo leva, chi più chi meno, sul tema del rinnovamento.
Luca Tomassoni
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