Tortoreto, le dune temporanee non si fanno

Nessun accordo tra balneatori e Comune per adottare il modello Riccione nella lotta all’erosione
TORTORETO. Naufraga l’ipotesi di adottare il modello “Riccione” per frenare la furia delle mareggiate lungo la costa di Tortoreto. Comune e balneatori, infatti, non hanno trovato l’accordo per la realizzazione delle dune temporanee, di cui si parla da anni e con insistenza dalla fine del 2019, quando delegazioni degli operatori cittadini e dell’amministrazione del sindaco Domenico Piccioni si recarono in Romagna per studiarne il modello. L’emergenza Covid e la stagione turistica 2020 hanno fatto slittare la questione di qualche mese.
Di recente, però, i balneatori di Tortoreto sono tornati alla carica in vista dell’inverno, avanzando formale richiesta all’ente per essere autorizzati a realizzare le dune movimentando la sabbia delle proprie concessioni. Si sarebbe trattato di un test in dieci concessioni e a spese dei privati, che prevedeva ovviamente che l’arenile fosse di nuovo livellato alle porte della prossima stagione turistica. Il municipio ha accolto la proposta, ma ponendo una condizione che non è piaciuta agli operatori: sì alle dune, ma a patto che fossero realizzate piazzando la sabbia prelevata dalle cave e trasportata a Tortoreto. La condizione posta dal Comune sarebbe motivata dalla normativa regionale, che non contemplerebbe direttamente la creazione di dune con sabbia del posto. «Non abbiamo nemmeno preso in considerazione la cosa», spiega Carlo Dezi, presidente dell’associazione BalneaTor che rappresenta i gestori delle concessioni balneari tortoretane, continuando senza polemizzare ma non nascondendo l’amarezza: «Introdurre la sabbia da cava provoca problemi tecnici nel realizzare le dune, oltre a maggiori costi che in realtà non abbiamo ancora calcolato perché non siamo interessati. Lo scopo delle dune era anche e soprattutto quello di mantenere la sabbia delle concessioni e salvarla dalle mareggiate, oltre a quello di difendere gli chalet dagli allagamenti». Quindi non se ne farà nulla, nonostante la necessità. Secondo Dezi, infatti, la mareggiata dei giorni scorsi, che è tornata a dilaniare la vicina Alba Adriatica, con l’onda lunga è arrivata fino alle porte degli stabilimenti tortoretani. Un anno fa, nella grave mareggiata di novembre, l’acqua entrò negli chalet. Quindi l’appello di BalneaTor: «Stiamo cercando di convincere il sistema burocratico regionale a consentire che le dune con la sabbia del posto vengano concesse già con la prossima ordinanza balneare».
Ricordando l’impegno sul tema dell’erosione e la collaborazione avviata con le associazioni turistiche albensi, con le quali BalneaTor ha anche co-firmato le osservazioni al piano di difesa della costa della Regione: «Aspettiamo un tavolo sul tema del Comune di Tortoreto, che deve essere attivato in tempo, prima che arrivino anche qui i problemi di erosione che sta vivendo Alba Adriatica».
Luca Tomassoni
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