Tortoreto, le spese legali sono cresciute a dismisura

12 Ottobre 2019

Impegno civico critica il continuo ricorso del Comune alle vie giudiziarie «Soldi sprecati. Ed è la magistratura a regolare l’andamento amministrativo»

TORTORETO. «Cause perse e magistratura che regola la macchina amministrativa, mentre le spese legali del Comune di Tortoreto sono cresciute del 1163% in tre anni». Il duro attacco arriva dal movimento politico Impegno civico, che torna sul tema dei costi sostenuti dal Comune per i tanti contenziosi aperti.
Il movimento guidato da Franco Rampa, oltre all’aumento percentuale delle spese legali sostenute dall’ente tra il 2015 e il 2018, mette a confronto anche altri numeri: «Nel 2015 si spendevano 9500 euro per i legali, mentre nel 2018, primo anno del sindaco Domenico Piccioni, se ne spendevano 120mila; nel biennio 2018/2019 un solo avvocato ha incassato 65mila euro dal Comune di Tortoreto. Si tratta di un ingiustificato e pazzesco sperpero di denaro pubblico a cui diciamo “basta”». Quindi la contestazione politica: «Siamo amministrati da un sindaco litigioso che, quando perde le cause in primo grado fa anche ricorso al Consiglio di Stato e, come sta accadendo sempre più spesso, poi perde. Tutto questo determina che le tasse dei cittadini vengono spese per pagare gli avvocati anziché per fare qualcosa di buono per Tortoreto. Il Comune, infatti, continua a fare e perdere cause contro i cittadini, contro i genitori e anche contro i dipendenti comunali». Il tema delle spese legali del Comune di Tortoreto, del resto, si è spesso incrociato con altre questioni aperte della vita cittadina che poi sono finite in tribunale. Impegno civico ne cita alcune: «Le spese sono aumentate a dismisura anche a causa delle liti contro il Manakara che potrebbe chiedere, tra l’altro, un grosso risarcimento danni al Comune. C’è poi la procedura di rimozione dell’ex custode del cimitero: era stata dichiarata illegittima in primo grado, ma l’amministrazione Piccioni ha fatto ricorso, anch’esso respinto. Per di più questa amministrazione è ricorsa al Consiglio di Stato contro due genitori e un bambino di Tortoreto dai quali si pretendeva il rispetto di un regolamento comunale del trasporto scolastico già dichiarato illegittimo e irrazionale in primo grado. È chiaro come a Tortoreto sia la magistratura a regolare indirettamente il buon andamento amministrativo, cambiando regolamenti dichiarati illegittimi, entrando nel merito dell’apertura dei locali e separando la pianta organica del municipio dal procedimento nei confronti dell’ex custode del cimitero. Questo è un fatto gravissimo, che mostra come chi amministra non sia in grado di adempiere alle proprie funzioni senza compiere errori grossolani».
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