Tortoreto, processo al carabiniere: un giudice chiede di astenersi

Il presidente Conciatori ha già giudicato un correo degli imputati Davanti ai giudici ci sono anche un poliziotto e altre sette persone
TERAMO. Ieri mattina il maxi processo per spaccio che vede imputate 9 persone tra cui il carabiniere Daniel De Ninis, all’epoca dei fatti in servizio alla stazione di Tortoreto, e il poliziotto Alessandro Marzullo, all’epoca dei fatti in servizio fuori regione, doveva entrare nel vivo con l’audizione dei primi cinque testi dell’accusa. E invece si è concluso, dopo aver ascoltato due carabinieri che avevano svolto le indagini, con la richiesta di astensione da parte del giudice Flavio Conciatori, presidente del collegio (a latere Lorenzo Prudenzano ed Enrico Pompei). Nel corso della deposizione del tenente Ernesto Parretta sulle indagini svolte in merito al quinto capo di imputazione il giudice Conciatori ha infatti preso atto di aver celebrato un processo sullo stesso fatto in cui era imputato un correo degli attuali imputati, non presente nell’attuale processo, andato a sentenza nel 2018. Da qui la richiesta, avanzata al presidente del tribunale, di astenersi dall’ulteriore trattazione del processo. Successivamente i giudici hanno disposto un rinvio tecnico al 4 luglio, per prendere atto dell’accoglimento o meno della richiesta e per un eventuale rinvio degli atti davanti ad un altro collegio.Davanti ai giudici, oltre a De Ninis, che deve rispondere di diversi reati tra i quali il favoreggiamento personale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, perché secondo l’accusa avrebbe favorito alcuni dei co-indagati rivelandogli notizie sulle relative indagini di cui era a conoscenza in virtù del suo ruolo, ci sono non solo il poliziotto Marzullo ma anche la moglie di De Ninis, Alessandra Petrini, gli albanesi Elvis Szulc, Olisa Hoxhalli, Lorenc Bekridheli e Julian Reci, l’ascolano Giampaolo Brandi, e il brasiliano Jorge Junior Del Gado. Le accuse nei loro confronti vanno, a vario titolo e in base alle diverse posizioni, dalla detenzione e traffico di stupefacenti alla ricettazione, al favoreggiamento personale, alle lesioni personali aggravate fino all’estorsione e alla violazione della normativa sulla detenzione di armi. Sul tavolo un vasto giro di spaccio di droga, soprattutto cocaina, lungo la costa teramana, gestito dalla banda di stranieri. Le indagini erano partite dopo il fermo di uno degli albanesi per spaccio. Al poliziotto, invece, che all’epoca dei fatti lavorava fuori regione, vengono contestati in concorso con altri due co-imputati il traffico e la detenzione di 40 chili di marjiuana. Prima che il giudice Conciatori avanzasse richiesta di astensione era stata bocciata la richiesta del pm Davide Rosati di riunire, in merito alla posizione di De Ninis, l’attuale processo con un altro procedimento in corso davanti al giudice Sergio Umbriano. (a.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

