Tortoreto, scatta l’inchiesta sull’ammanco da 180mila euro

16 Dicembre 2017

Buco negli incassi della mensa, la Procura delega i carabinieri ad accertare le responsabilità penali Intanto il Comune ritira i buoni pasto agli esercenti, ora a venderli sono l’ente e le banche

TORTORETO. Che fine hanno fatto gli incassi dei buoni pasto della mensa scolastica comunale? È quanto dovranno accertare la magistratura e i carabinieri dopo aver ricevuto l’esposto del sindaco di Tortoreto, Domenico Piccioni, che alcune settimane fa aveva accertato insieme ad altri amministratori – nel corso della verifica contabile sulle entrate tributarie in vista della programmazione finanziaria prossima – che alla voce “entrate” mancavano quelle dei buoni pasto. La denuncia dell’ente apre inevitabilmente ad un accertamento delegato dalla Procura della Repubblica di Teramo per far luce sulla vicenda negli aspetti penalmente rilevanti. Parliamo di un buco di cassa considerevole, visto che la cifra si aggirerebbe sui 180mila euro.
Qualche anno fa, il Comune di Tortoreto sottoscrisse una convenzione con alcuni esercizi commerciali del territorio per la vendita e la consegna dei buoni pasto per la mensa scolastica dei bambini. L’accordo prevedeva che l’esercente trattenesse un aggio, mentre la restante somma doveva venire riversata nelle casse comunali. Così non sarebbe accaduto, secondo le verifiche contabili, e sarà la Procura a fare luce sui fatti e le responsabilità per l’ammanco registrato. Dal 2012 ad oggi sarebbe stata versata solo parte delle somme. Amministratori ed uffici dell’area finanziaria, mentre stavano scandagliando tutte le voci in entrata del bilancio, hanno scoperto il buco. Per questo, era stata fatta partire una lettera indirizzata a quegli esercizi commerciali che avrebbero dovuto riversare nelle casse quanto dovuto. A quelle missive non sarebbe stato dato riscontro, da qui la denuncia del sindaco che ha dato avvio all’inchiesta. Chi ha trattenuto indebitamente quelle somme? Dove sono finite? Perché non sono partiti gli accertamenti fino ad oggi? Mentre tutti attendono risposte, l’ente ha ritirato agli esercenti i buoni pasto, che vengono ora venduti dagli sportelli bancari e dal Comune.
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