Tortoreto, tre condanne per abuso edilizio

17 Novembre 2017

Pesanti ammende a costruttore, progettista (ex assessore di Alba) e dirigente del Comune

TORTORETO. Erano finiti a processo con le accuse di abuso d’ufficio e abuso edilizio per una palazzina costruita sul lungomare di Tortoreto e per la cui realizzazione, secondo la Procura, sarebbero state violate delle norme. Ieri, al termine di una lunga istruttoria con tanto di consulenze tecniche di parte e perizia disposta dal tribunale, sono stati condannati per l’abuso edilizio e assolti dall’abuso d’ufficio «perchè il fatto non costituisce reato». Si tratta del costruttore Antonio Di Pietro, del progettista Pierluigi Marziale (ex assessore comunale di Alba Adriatica) e del dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Tortoreto Massimo Di Domenico. Il primo è stato condannato a sei mesi e 50mila euro di ammenda, mentre gli altri due a 5 mesi e 35mila euro di ammenda. Nella sua requisitoria il pm Luca Sciarretta (titolare del fasciscolo) aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per ciascuno. Ma, come spesso accade in processi per abusi edilizi, è nella demolizione delle opere abusive che si sostanzia il provvedimento dei giudici. Il collegio (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) ha infatti disposto la demolizione delle opere abusive e la sospensione della pena e non menzione della condanna nel casellario giudiziale per Marziale e Di Domenico, con la sospensione condizionale della pena nei confronti del costruttore subordinata alla demolizione delle opere abusive. Secondo l’accusa la palazzina sarebbe stata costruita dopo l’abbattimento di un vecchio stabile con parametri diversi da quelli previsti. In particolare la procura contestava la violazione di alcune norme che riguardano le distanze. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Guglielmo Marconi, Florindo Tribotti e Aldo Ambrogi.(d.p.)
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