Tottea-Campotosto in bici Progetto per due Province

Tracciato proposto da Crognaleto su un’antica mulattiera, il Parco è contrario I presidenti Di Bonaventura (Teramo) e Caruso (L’Aquila) a sostegno dell’opera
TERAMO . Si apre una nuova prospettiva per la realizzazione del percorso destinato a collegare Tottea a Campotosto. Un progetto apprezzato dalle Province di Teramo e L’Aquila e ritenuto strategico dal proponente, il Comune di Crognaleto. Quest’ultimo è assegnatario di un finanziamento di 5,6 milioni di euro, ottenuto nel 2014 tramite il decreto “Sblocca Italia”, destinato a trasformare un’antica mulattiera in un percorso ciclopedonale che collegherà i territori delle due province.
Il progetto, però, è stato bocciato più volte dall’Ente Parco Gran Sasso–Monti della Laga e, al di là della contrarietà degli enti locali, l’obiettivo è superare le criticità per non far naufragare quella che, secondo il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, è «un’ambiziosa proposta di rilancio dell’area interna attraverso un’infrastruttura non invasiva e compatibile con l’ambiente tutelato». Per questo, ieri mattina, si sono ritrovati i presidenti delle Province di Teramo e L’Aquila, Diego Di Bonaventura e Angelo Caruso, le rispettive strutture tecniche, i Comuni di Crognaleto e Campotosto, quest’ultimo con il vicesindaco Gaetana D’Alessio, coadiuvati dai professionisti che hanno lavorato al progetto aggiudicato da anni alla Mar Appalti. «Come garantiamo agli uomini e alle donne che vogliono rimanere in questo territorio una prospettiva di futuro? Lo spopolamento continuo e incessante di questi anni ci mette di fronte a domande. Non siamo quelli che vogliono sventrare montagne e boschi, abbiamo una storia personale e istituzionale di rispetto e tutela dell’ambiente ma ci sta che qualcosa non funziona e che possa essere cambiato», ha evidenziato Di Bonaventura, mentre Caruso ha sottolineare che il progetto «unisce al di la dei confini politici e tecnici: bisogna essere pragmatici, nessuna guerra ma un approccio diverso nel rapporto fra Parco e territorio».
Nel presentare l’intervento D’Alonzo ha ricordato «le decine di tavoli tecnici già fatti col Parco e i sostanziali cambiamenti che in questi anni hanno impegnato i progettisti per superare le obiezioni dell’ente Parco, fino ad oggi tutti bocciati». Con la supervisione della Provincia, quindi, si è aperta una nuova fase: l’incrocio del progetto con tutta la normativa urbanistica e quella del Parco per verificare se ci sono le condizioni per operare ulteriori miglioramenti «senza il rischio di perdere il finanziamento e, ancor peggio, di vanificare sei anni di lavoro» ha sottolineato D’Alonzo. Anche per questo s al tavolo di confronto c’erano l’architetto Giuliano Di Flavio, responsabile del Piano territoriale provinciale, e il dirigente Francesco Ranieri. Il tentativo è di favorire um «dialogo costruttivo» per sbloccare l’opera. (g.d.m.)
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