Tracce di sangue trovate anche nel freezer

I carabinieri hanno sequestrato una confezione di ghiaccio istantaneo conservato nel frigorifero della casa della tragica lite
SILVI. È un lungo elenco di reperti quello che già da oggi i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche cominceranno ad esaminare per dare corpo alla dinamica del delitto di Silvi. Insieme agli stracci usati da madre e figlio per ripulire le macchie di sangue, agli scarichi dell’acqua e ad alcuni vestiti c’è anche una confezione di ghiaccio istantaneo sporca di sangue conservata nel freezer. A chi appartengono quelle tracce? Il ghiaccio è stato usato per tamponare inizialmente le ferite dell’anziano? Domande a cui cercheranno di dare una risposta i risultati degli accertamenti scientifici i cui primi risultati dovrebbero arrivare già nei prossimi giorni così come sono attesi ulteriori chiarimenti dall’autopsia (in particolare l’ora esatta della morte) eseguita il giorno dopo la tragica lite in cui è porto il 75enne Giovanni Di Martino.
Il figlio Giuseppe, 46 anni architetto da poco tempo rientrato dal Brasile, è finito in carcere con l’accusa di aver ucciso il padre al termine di una violenta lite culminata, sostengono l’arrestato e sua madre, con l’anziano finito a terra battendo la testa. Di diverso avviso la Procura (il pm Enrica Medori titolare del fascicolo) che contesta all’uomo l’omicidio volontario e non crede né alla sua ricostruzione né a quella della donna. I due hanno sempre parlato di una lite degenerata dopo l’intervento di Giuseppe in difesa della madre Anna che ha raccontato di essere vittima delle violenze del marito. Una ricostruzione a cui la Procura non crede. Dubbi evidentemente condivisi dal gip Domenico Canosa (che dopo la convalida ha confermato la custodia in carcere) per il quale oltre a non essere credibile la ricostruzione della donna sul pregresso litigio tra lei e il marito, non avendo riscontrato i medici dell’ospedale di Atri lesioni o ferite, non sarebbero credibili nemmeno le dichiarazioni sul decesso dell’uomo per una caduta accidentale.
Secondo gli inquirenti sarebbe molto più probabile che la lite ci sia stata solo tra padre e figlio con quest’ultimo che avrebbe afferrato il collo del genitore sbattendogli la testa sul tavolo della cucina. Secondo l’accusa di fronte alla morte dell’uomo madre e figlio presi dalla paura avrebbero concordato la tesi della caduta accidentale e pulito le tracce di sangue prima di portare il congiunto in ospedale.
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