Traffico di auto all’estero con un’azienda fantasma

16 Gennaio 2020

La polizia stradale scopre un giro di acquisti in Germania per frodare il fisco compiuti da un autosalone esistente solo sulla carta: denunciati quattro romeni

ROSETO. Una rivendita di auto inesistente, con un titolare romeno falsamente residente a Roseto. La polizia stradale di Teramo, con il nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza di Teramo e dell’Agenzia delle entrate di Giulianova, ha scoperto una mega truffa ai danni dello Stato. Tutto si inquadra in un’operazione contro il riciclaggio di veicoli di illecita provenienza, coordinata dalla Procura e condotta dalla squadra di polizia giudiziaria, che ha permesso di individuare e denunciare quattro romeni (per ora irrintracciabili) per frode fiscale, falso ideologico e materiale, omessa dichiarazione e versamento dell’imposta sul valore aggiunto.
Tutto è iniziato nel 2018 quando la Polstrada ha sequestrato una Mercedes rubata e riciclata con falsi documenti di circolazione francesi. Indagini ad ampio spettro hanno portato gli agenti a scoprire una rivendita di auto “fantasma” a Roseto condotta da un romeno, anagraficamente residente a Roseto. Ma ai rispettivi indirizzi non c’erano nè l’autosalone nè l’abitazione del romeno. Di conseguenza l’attività commerciale inesistente è stata fatta cancellare dal registro delle imprese alla Camera di commercio e il romeno dai residenti al Comune. Ulteriori indagini, supportate dall’Agenzia delle entrate, hanno evidenziato che il romeno e tre collaboratori della stessa nazionalità avevano acquistato 37 auto già immatricolate e poi cancellate soprattutto in Germania. Probabilmente la banda metteva in atto la cosiddetta “triangolazione fiscale” per evitare di pagare l’Iva: le auto venivano acquistate in Germania e Olanda e rivendute nei Paesi dell’Est senza pagare la tassa e senza passare per l’Italia. Un giro stimato in un milione di euro, su cui ovviamente non sono state pagate le tasse. In effetti c’è solo un’auto rintracciata in Italia, a Pescara, con una documentazione fiscale falsa, ma poi regolarmente immatricolata.
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