Traforo, è previsto un piano di chiusure notturne verso Roma

4 Settembre 2021

TERAMO. Non c’è ancora un piano di chiusure programmate del traforo del Gran Sasso per consentire le operazioni di dismissione dei due esperimenti dell’istituto di fisica nucleare che comportano la...

TERAMO. Non c’è ancora un piano di chiusure programmate del traforo del Gran Sasso per consentire le operazioni di dismissione dei due esperimenti dell’istituto di fisica nucleare che comportano la presenza, nei laboratori sotterranei, di sostanze pericolose. L’annuncio dell’avvio imminente delle operazioni – fatto in un’intervista a “Repubblica” dal direttore Ezio Previtali non è stato seguito per ora da comunicazioni ufficiali agli altri soggetti interessati, in primis Strada dei Parchi. La società che gestisce le autostrade A24 e A25 fa sapere che «le chiusure programmate del traforo dovranno essere disposte dalla Prefettura dell’Aquila sentite le parti e verranno comunicate non appena avremo le date. Del resto», aggiunge SdP, «il traforo è percorso ogni mese da 10/20 trasporti eccezionali, molti dei quali diretti proprio all’Infn, e per ognuno di questi si richiede una speciale procedura d’emergenza disposta dalla Prefettura competente. L’evacuazione dei componenti dei due progetti, per quanto i carichi siano imponenti, non rappresenta un’eccezionalità e comunque i trasporti avverranno in orari notturni, impegnando un solo fornice del traforo (quello in direzione Roma, ndr)».
Il prossimo trasferimento delle sostanze pericolose è salutato con sollievo dall’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso, il cartello di associazioni che si batte da anni per la tutela dell’acquifero. Massimo Fraticelli dichiara: «Si sta finalmente dando attuazione al cronoprogramma di cui eravamo stati informati mesi fa. Certamente sarà un'operazione lunga e difficile, perché esistono normative molto rigide per movimentare queste sostanze. È la dimostrazione di quanto sia stato pericoloso tenere certi materiali stoccati sopra un acquifero e di quanto fossero fondati i nostri allarmi».(d.v.)
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