Traforo chiuso Il sindaco: «Schiaffo al nostro territorio»

21 Aprile 2019

Per D’Alberto la messa in sicurezza è emergenza nazionale Il Pd si appella a Marsilio: «Interruzione di pubblico servizio» 

TERAMO. «L’ennesimo grave schiaffo al nostro territorio e alle nostre popolazioni già duramente ferite dagli ormai noti eventi». Il primo cittadino Gianguido D’Alberto non usa termini diplomatici per definire l’annunciata chiusura a tempo indeterminato da parte di Strada dei Parchi del traforo del Gran Sasso.
Questa prospettiva, che diventerà concreta dal 19 maggio e segue il rinvio a giudizio di responsabili della società di gestione dell’A24, del Ruzzo e dell’istituto di fisica nucleare per l’inquinamento della falda acquifera, va dunque scongiurata. «È inaccettabile che si continui a giocare sulla pelle dei cittadini», insiste D’Alberto, «attraverso la mancata assunzione di responsabilità da parte dei soggetti coinvolti, non affrontando radicalmente il nodo della questione, la cui definitiva risoluzione -dopo decenni di colpevole inerzia da parte della politica e delle istituzioni - oggi non è più rinviabile».
Per il sindaco la messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso «deve essere trattata come un’emergenza nazionale, da affrontare con immediatezza e misure straordinarie». La soluzione, chiarisce D’Alberto, non è la realizzazione di una terza galleria e anche la nomina di un commissario straordinario, prospettata dalla parlamentare Pd Stefania Pezzopane «potrebbe avere un senso solo se accompagnata da una seria responsabilità istituzionale, dalla previsione di progetti sostenibili ed efficaci e soprattutto da risorse finanziarie ingenti, adeguate e immediatamente disponibili». Analoghe la presa di posizione del Pd e del consigliere Maurizio Verna secondo cui l’annuncio di Strada dei Parchi ha il sapore della «ripicca» per il coinvolgimento dei suoi vertici nell’inchiesta sull’inquinamento della falda acquifera. L’invito alla società di gestione dell’A24 è a recedere dal proposito di chiudere a tempo indeterminato il traforo.
Il Pd e Verna si rivolgono anche alle forze politiche abruzzesi e in primo luogo al governatore Marco Marsilio affinché scongiurino la prospettiva minacciata «che peraltro costituirebbe interruzione di servizio pubblico e inadempimento agli obblighi concessori da parte del concessionario, anche in considerazione del fatto che la A24 e la A25 rappresentano arterie strategiche per la protezione civile in caso di sisma o altre calamità». Anche per i Dem e il consigliere indipendente resta fondamentale la messa in sicurezza dell'acqua del Gran Sasso «non è certo con la chiusura dell'autostrada più cara in termini di pedaggi che questo potrà avvenire».
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