Trasfusioni sicure con frigo intelligenti e bracciali elettronici

15 Dicembre 2018

La Asl di Teramo ai massimi livelli nei controlli informatici Lucidi Pressanti: «Tutto il percorso del sangue è tracciato»

TERAMO. La Asl di Teramo sta adottando il “Blood Truck”, un sistema per la sicurezza trasfusionale attivato nei centri di eccellenza internazionali. E, una volta a regime, sarà la prima in Abruzzo ad avere un sistema così completo.
Motore del processo di innovazione è il servizio di medicina trasfusionale diretto da Gabriella Lucidi Pressanti. Si basa su due capisaldi: le frigoemoteche intelligenti e i braccialetti identificativi dei pazienti.
La prima frigoemoteca è stata già installata all’ospedale di Sant’Omero e a giorni le altre saranno operative negli altri ospedali. Si tratta di frigoriferi che possono essere controllati “da remoto” dal servizio trasfusionale teramano. «Ora grazie a un codice si identifica chi prende la sacca, chi la consegna. Dal computer seguiamo a distanza il percorso che fa il sangue, anche negli ospedali periferici», spiega Lucidi Pressanti, «l’assegnazione delle unità di sangue si svolge senza movimentare il personale del servizio trasfusionale e senza coinvolgere ulteriori trasporti. Permette inoltre la gestione di sacche pre-assegnate e per le trasfusioni urgentissime. La tecnologia acquisita consente di aumentare la sicurezza trasfusionale per i pazienti. Con questa tecnologia assicuriamo la tracciabilità del percorso del sangue fino al letto del paziente».
E qui subentra un’altra tecnologia. Ai pazienti che necessitano di trasfusioni viene fatto indossare un braccialetto elettronico che viene “letto” da un palmare che confronta i dati del paziente con quelli del sangue uscito dalla frigoemoteca. Con questo sistema è impossibile fare errori e trasfondere, ad esempio, sangue del gruppo sbagliato. In sostanza il servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale si sta radicalmente riorganizzando, acquisendo una posizione all’avanguardia in Italia, creando «una rete di gestione, sia informatica che tecnologica e soprattutto di risorse umane, al fine di garantire la sicurezza del paziente e degli operatori», fa notare Lucidi Pressanti che sottolinea anche come tutto questo porti a un’ottimizzazione costi-benefici. Una mini rivoluzione – fatta con finanziamenti europei, che spesso non vengono sfruttati – possibile grazie alla collaborazione della direzione generale, degli operatori e delle associazioni dei donatori di sangue, precisa il primario.
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