Trattori al casello, sit-in dei coltivatori

Presidio di protesta allo svincolo Val Vibrata dell’A14 contro le politiche agricole dell’Unione europea e l’aumento dei costi
COLONNELLA . Trattori davanti allo svincolo dell’autostrada. Ieri mattina anche al casello Val Vibrata dell’A14, nel territorio di Colonnella, è scattato il presidio di protesta degli agricoltori con striscioni e mezzi parcheggiati nei pressi della rampa d’ingresso. La manifestazione, inscenata anche allo svincolo di Roseto, ha suscitato la curiosità degli automobilisti senza però creare problemi alla viabilità. Si è trattato di una protesta annunciata dal Cospa Abruzzo, associazione di categoria dei coltivatori. «Le aziende agricole», spiega Dino Rossi, coordinatore per l’Abruzzo dell’organizzazione di categoria, «sono già sul lastrico per una serie di motivi che tutti già conosciamo e a dare il colpo di grazia arriva la Comunità europea con la nuova Pac e con cambiamenti anche nella nostra alimentazione, fatta di farina di grillo con carne e verdura sintetica».
Secondo il rappresentante del Cospa «i poteri forti vogliono cambiare le nostre abitudini e forse ci faranno la protesi con il becco al posto della bocca per poter magiare direttamente le cavallette vive». I trattori si sono mossi su tutto il territorio regionale fino ad arrivare nei caselli autostradali per la protesta pacifica portata avanti dalle 08 fino alle 20 volta a sensibilizzare la cittadinanza. «Alla manifestazione hanno preso parte anche i panificatori e comuni che non hanno intenzione di cambiare la nostra cultura e la nostra alimentazione», prosegue Rossi, «speriamo di essere ricevuti dai politici al fine di prendere posizioni che garantiscono il nostro modo di vivere e soprattutto che vengano cambiati gli aiuti alle aziende agricole in maniera mirata, altrimenti saremo costretti a marciare verso Roma dove si accoderanno altri comitati già presenti sul territorio». Il presidio, come in altre località abruzzesi, è stato mantenuto per tutta la giornata. Nel mirino degli agricoltori ci sono le politiche agricole dell’Unione europea, la spinta per carne sintetica e farine di insetti, nonché l’impennata dei costi, in particolare di quello per il gasolio.
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