Travolse anziano e fuggì Ora chiede di patteggiare

La donna di 73 anni rintracciata dopo tre mesi è accusata di omicidio stradale La vittima venne investita a Colleranesco e morì dopo 46 giorni di agonia
GIULIANOVA. Quel giorno non si fermò a soccorrere l’anziano investito mentre era alla guida della sua auto perché, racconterà agli investigatori che l’hanno rintracciata dopo tre mesi di indagini, «pensavo di essere finita contro un paletto». R.D.B., la 73enne teramana accusata di omicidio stradale e omissione di soccorso per la morte dell’89enne Camillo Pechini, ha chiesto di patteggiare. L’istanza, dopo il parere favorevole del pm titolare del fascicolo Stefano Giovagnoni, dovrà ora approdare davanti al giudice per le udienze preliminari.
Il caso, che fece molto scalpore, avvenne nel giugno dell’anno scorso quando l’anziano venne travolto dall’auto lungo la statale 80 a Colleranesco. Era appena uscito di casa. Morì in ospedale dopo un’agonia di 46 giorni. L’identificazione della donna avvenne tre mesi dopo grazie a un certosino lavoro di indagine svolto dalla polizia stradale di Teramo (in collaborazione con quella postale) partito da una testimonianza: quella dell’uomo alla guida dell’auto che il giorno della tragedia si trovava dietro a quella dell’investitrice. L’uomo, nonostante non fosse riuscito a prendere la targa, aveva comunque fornito agli investigatori dettagli importanti, confermando come alla guida ci fosse una donna e come quest’ultima non fosse giovanissima. Inoltre, aveva raccontato di come la stessa indossasse degli occhiali bianchi. Particolari che, insieme alle immagini di una telecamera presente nell’area, che aveva ripreso il momento dell’investimento, hanno fornito a investigatori e inquirenti un’importante base di partenza. Le indagini hanno visto gli agenti della polizia postale passare al setaccio ben 20mila utenze telefoniche che quel giorno avevano agganciato le celle dei ripetitori presenti nell’area dell’investimento.
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