Travolto e ucciso dall’auto che si ribalta

34 anni, tornava da una serata all’Aquila quando ha perso il controllo della Punto ed è stato sbalzato fuori. Oggi i funerali
CASTELLI. Erano quasi le 4. Simone De Fabritiis aveva trascorso una serata all’Aquila con due amici. Stava tornando a casa, ormai mancava davvero poco. Ma quel viaggio si è interrotto e non riprenderà più. Simone De Fabritiis, 34 anni, lavorava nell’azienda ceramica del padre Michele a Castelli. E contemporaneamente studiava: si stava laureando in restauro all’Accademia delle Belle arti all’Aquila.
E proprio nella città universitaria aveva deciso di trascorrere la serata con due amici: erano ripartiti dal capoluogo intorno alle 3. Il ragazzo non era alla guida. Come accade in questi casi, si fa il giro e poi il proprietario dell’auto torna da solo a casa. Simone aveva accompagnato a casa l’amico, a San Donato, si era messo alla guida della sua auto, una Fiat Punto, ed era risceso per la Sp 37 verso il centro.
Un momento di disattenzione, forse un colpo di sonno, e l’auto ha sbandato verso destra, fino al ciglio della strada. A pochi centimetri dal burrone in fondo al quale scorre il fiume. La sterzata, all’ultimo momento, ha impedito che l’auto precipitasse, ma a quel punto il mezzo era fuori controllo. Così, dopo qualche metro, è andato a battere contro un albero, il guard rail ed è poi stato proiettato dall’altra parte della carreggiata, verso sinistra, contro il muro di contenimento. Il giovane è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, la Punto si è ribaltata colpendolo in pieno.
Probabilmente è morto sul colpo per i gravi traumi riportati. Ma è comunque rimasto parecchio sull’asfalto. A quell’ora in pochi percorrono quella strada. L’allarme è scattato infatti alle 5. I carabinieri sono accorsi sul posto, così come l’ambulanza del 118, ma non c’era niente da fare.
La notizia della morte del giovane ha segnato profondamente l’animo dei castellani. «Simone era un bravissimo ragazzo. Impersonava la gioia, la bontà, la voglia di vivere, la simpatia e la sconfinata educazione. Era speciale e il suo sorriso gentile rimarrà per sempre nei nostri cuori». Queste le parole addolorate dei tanti amici: non riescono a rassegnarsi all'idea che non potranno più trascorre con lui, quei «momenti unici e pieni di allegria». E la tristezza regna nell'intera comunità, dove era benvoluto da tutti. «Simone era rispettoso e tutti gli volevano bene, amava trascorrere le serate con gli amici, partecipava attivamente alla vita del paese, era anche un lavoratore onesto e un bravissimo restauratore». E per i suoi amici Simone c'era sempre. «Durante la nevicata di gennaio Simone è uscito con due metri di neve e ha camminato tanto per sincerarsi di come stavo», racconta Lino, un caro amico, «ho perso un fratello e resterà sempre nel mio cuore». La bacheca Fb del ragazzo è invasa di messaggi di cordoglio. «Non riesco a dirti addio, stacci vicino Simo ti prego. Sii la nostra stella più luminosa» ha scritto un’amica. Lascia la madre Carmela, il padre Michele, il fratello Luigi. I funerali si svolgono oggi alle 15 nella palestra del liceo "Grue".
(ha collaborato
Adele Di Feliciantonio)
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