Tre a processo per una palazzina sul mare
Tortoreto: progettista e costruttore accusati di abuso edilizio, a giudizio anche dirigente del Comune
TORTORETO. In tre vanno a processo per abuso edilizio e abuso d’ufficio per una palazzina costruita sul lungomare di Tortoreto e per la cui realizzazione, secondo la procura, sarebbero state violate delle norme. Ieri il gup Domenico Canosa ha rinviato a giudizio il costruttore Antonio Di Pietro, il progettista Pierluigi Marziale e il dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Tortoreto Massimo Di Domenico. I primi due sono accusati di abuso edilizio, mentre il terzo di abuso d’ufficio. La prima udienza del processo si svolgerà il 7 gennaio. L’indagine è del sostituto procuratore Luca Sciarretta la cui richiesta di rinvio a giudizio ieri è stata accolta dal gup. Secondo l’accusa, tutta da dimostrare nel corso del dibattimento, la palazzina sarebbe stata costruita dopo l’abbattimento di un vecchio stabile ma con parametri diversi da quelli previsti. In particolare la procura contesta la violazione di alcune norme che riguardano le distanze. In materia di distanze tra fabbricati la norma prevede che «la distanza minima di dieci metri è richiesta anche nel caso che una sola delle pareti fronteggiatisi sia finestrata e che è indifferente se tale parete sia quella del nuovo edificio o quella dell’edificio preesistente, essendo sufficiente, per l’applicazione di tale distanza, che le finestre esistano in qualsiasi zona della parete contrapposta ad altro edificio, ancorché solo una parte di essa si trovi a distanza minore da quella prescritta; ne consegue, pertanto, che il rispetto della distanza minima è dovuto anche per i tratti di parete che sono in parte privi di finestre».
A processo per stalking. Finisce a processo con l’accusa di stalking nei confronti della ex moglie un albanese di 40 anni che ieri mattina è comparso davanti al gup Domenico Canosa con l’accusa di atti persecutori e maltrattamenti. L’uomo, che l’anno scorso fu allontanato dalla casa coniugale con un provvedimento chiesto dalla procura e concesso dal gip, è accusato di aver perseguitato la ex che lo ha lasciato per sfuggire ai maltrattamenti. Secondo l’accusa dopo l’addio l’uomo avrebbe cominciato a perseguitarla con telefonate, sms inviati ad ogni ora del giorno e della notte e non solo. L’uomo, infatti, è accusato anche di aver pedinato la donna seguendola sul posto di lavoro, nei negozi e a casa dei familiari. In alcuni casi anche davanti ai figli.(d.p.)
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