Tre giorni dedicati al cioccolato

15 Novembre 2017

Da venerdì a domenica in piazza Martiri 25 stand con produttori da tutta Italia

TERAMO. Cioccolato alleato di cuore, umore e circolazione sanguegna. Saranno tre giorni in cui ci si potrà coccolare non poco quelli organizzati da Casartigiani con il Comune di Teramo, il patrocinio della Camera di commercio e in collaborazione con il Movimento turismo del cioccolato.
Dal 17 al 19 novembre a piazza Martiri saranno allestiti 25 stand che proporranno tutti un prodotto, in mille sfaccettature: il cioccolato. «Raggrupperemo la maggior parte dall'eccellenza della cioccolatiera italiana con produttori che provengono dall’Umbria, dalla Sicilia e da Modica in particolare, dalla Calabria», esordisce Flaviano Montebello, segretario provinciale di Casartigiani, «e poi ci sono due stand abruzzesi: uno è di Giulianova e produce un cioccolatino allo zafferano, un altro di Pineto porta un olio di oliva aromatizzato al cioccolato puro». Una manifestazione che è stata in passato organizzata già a Pescara e Lanciano e per la prima volta arriva a Teramo.
I “Chocolate days” propongono anche un momento didattico. «Ci sarà uno stand chiamato “ciocofabbrica” in cui vedere il percorso dalla fava di cioccolato al cioccolatino. Non a caso sono state invitate le scuole per far vedere come si produce il cioccolato», aggiunge Montebello, che sottolinea anche come «quello del cioccolato è un settore la cui domanda dal parte del consumatore è in forte evoluzione, anche alla luce delle proprietà del cioccolato. Ci sono tanti produttori artigianali, anche a livello locale. E poi è un nostro piccolo contributo alla rivitalizzazione di Teramo».
Ieri, alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, erano presenti anche, oltre all’assessore Roberto Canzio, anche il maestro cioccolatiere di Perugia Fausto Ercolani, Paolo Recchia presidente del Movimento turismo del cioccolato ed Emanuele Trasbondi. «Ci auguriamo che ci sia un buon successo, in modo da farlo diventare appuntamento fisso ogni anno», conclude Montebello. (a.f.)