Tre rapine in pochi giorni, c’è un basista

È una delle ipotesi investigative dopo l’ultimo colpo in macelleria. Il racconto di chi c’era: «Abbiamo avuto paura»
MARTINSICURO. Tre rapine a mano armata in una settimana, con i colpi concentrati in un tratto di pochi chilometri sulla costa vibratiana. La criminalità alza il tiro con similitudini che potrebbero anche far pensare alla presenza di un basista nella zona. Una settimana fa l’irruzione nell’ufficio postale di via Archimede a Tortoreto con due banditi armati di pistola e kalashniko che hanno portato via 180mila euro appena consegnati da un portavalori per il pagamento delle pensioni, a metà settimana il colpo alla tabaccheria di via Toscana ad Alba Adriatica con i malviventi armati di pistola e venerdì sera la rapina alla macelleria Alba Carni di Villa Rosa con i banditi armati che non hanno esitato ad esplodere due colpi in aria. La criminalità alza il tiro in Val Vibrata generando timori e preoccupazione.
Tutto fa pensare che i rapinatori abbiano base in vallata o che qui abbiamo un basista pronto a dare indicazioni per i colpi da mettere a segno. Fra la rapina alla tabaccheria e quella ad Alba Carni, i carabinieri stanno valutando possibili similitudini. In mano hanno solo testimonianze e descrizioni. Non ci sono immagini utili e nessun contributo arriva dalle telecamere della videosorveglianza cittadina. I Comuni in Val Vibrata ne hanno diverse installate ma alcune funzionano e puntano solo agli immobili pubblici, altre invece non funzionano proprio. Intanto ora le indagini si concentrano sulle ultime due, quella in tabaccheria e quella in macelleria. Partendo da un particolare: se la Fiat Panda usata per la fuga dei banditi dalla macelleria possa essere la stessa usata dai rapinatori della tabaccheria.
Intanto chi ha vissuto direttamente gli attimi di terrore della rapina nella macelleria è ancora fortemente scosso. Questo, soprattutto per il messaggio mandato dai colpi di pistola sparati dai ladri, che in questo modo hanno voluto chiarire in questo modo di fare sul serio e, soprattutto, che le armi impugnate non erano sicuramente giocattolo. Il grande punto vendita, all’ora della rapina, era affollato, con diversi clienti tra gli scaffali e il bancone, oltre al personale dell’attività. «Sono stati attimi terribili e abbiamo ancora paura», racconta uno di loro, fornendo dettagli che sembrano dimostrare un passo in avanti nella pianificazione e nella gestione del colpo da parte dei rapinatori, rispetto a quello di pochi giorni fa e con dinamica simile nella tabaccheria di Alba Adriatica (se esiste una correlazione tra i due colpi, come le indagini degli inquirenti dovranno chiarire): «I ladri avevano il viso coperto da passamontagna e non hanno avuto bisogno di parlare, hanno concluso tutto velocemente. Erano due uomini e non c’era nessuno ad aspettarli nella Fiat Panda bianca lasciata con il motore acceso nel piazzale». Poi i colpi sparati in aria e quella fuga tra la gente con armi in pugni. Come fosse la drammatica sequenza di un film.(a.d.p.-l.t.)
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