Tre vecchi immobili da riconvertire

11 Aprile 2017

A Teramo, Atri e Giulianova letti di lungodegenza con ambulatori e pronto soccorso

TERAMO. Che cosa ne sarà dei tre ex ospedali? «In tutti i presidi riconvertiti resteranno ospedali di comunità», si legge nello studio della Asl, «cioè strutture intermedie fra l’assistenza domiciliare e l’ospedale per tutte quelle persone che non hanno necessità di essere ricoverate in reparti specialistici, ma necessitano di un’assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio. Saranno presenti forme di lungodegenza con assistenza medica e infermieristica h 24». Nell’ospedale di comunità resteranno inoltre tutte le discipline di specialistica ambulatoriale già presenti, tutta la diagnostica non riservata agli acuti. «Saranno riorganizzati e garantiti», si legge nel dossier, «i centri di diagnostica, i punti prelievo, i centri per la dialisi, tutti i punti di pronto soccorso h 24 e le postazioni del 118».

Lo studio della Asl fa presente che la popolazione ultra65enne della provincia di Teramo è andata via via crescendo e nel 2016 si è attestata sul 22,3% del totale. Attualmente l’offerta sanitaria non è calibrata sui nuovi bisogni di quest’ampia fascia di popolazione, testimonianza sono i ricoveri impropri di anziani nei reparti di medicina dei quattro ospedali, dove il tasso di ospedalizzazione supera il 100% con un’età media di ricovero di 72 anni ad Atri e 74 a Giulianova, per esempio. «In quest’ottica risulta necessario provedere un riequilibrio fra la componente medico-riabilitativa e quella assistenziale», si legge nel dossier.