Trecento persone al corteo per l’ospedale

Cittadini, ex amministratori e medici chiedono una struttura di primo livello: «Negli ultimi anni ci hanno tolto tutto»
GIULIANOVA. In trecento (secondo i dati forniti dalla questura) hanno manifestato ieri pomeriggio per chiedere la realizzazione di un ospedale di primo livello a Giulianova.
Il corteo, composto da tanti cittadini e da esponenti politici e sindacali, è partito da piazza Libertà, e si è poi snodato lungo via Bindi, via Piave, via XIV Maggio. Giunto al Lido, in via Matteotti, dopo aver attraversato un tratto di via Galilei, ha imboccato via Thaon de Revel fino a raggiungere il punto di ritrovo in Piazza Fosse Ardeatine. Non è passata inosservata la presenza di Amedeo Marcattili della Cgil, dell’ex vice presidente della Regione Abruzzo Marco Verticelli e dell’ex deputato Franco Gerardini.
Le uniche bandiere presenti alla manifestazione, aperta a tutti e senza sigle di partito, erano il tricolore italiano e quella del sindacato Cgil. Durante la passeggiata, svoltasi in maniera pacifica, sono stati lanciati diversi slogan, tra cui: «Vieni giù, manifesta pure tu», «Vogliamo l’ospedale di primo livello», «Con urgenza vogliamo l’eccellenza». Sulla piazza del raduno a Lido, si sono alternati diversi interventi. Dino Macera, esponente di Nos, progetto politico della sinistra, ha aperto le danze, affermando: «La pianificazione ragionale ci vede in maniera riduttiva come ospedale di base; questo non va bene. Considerato anche il comprensorio, meritiamo un ospedale di primo livello». Di seguito Giovanni Timoteo, segretario generale della Cgil Teramo, ha dichiarato: «Stiamo perdendo la cultura del diritto facendo sempre più posto alla cultura del favore e del condizionamento. Questo non ce lo possiamo permettere, soprattutto per quanto riguarda il sistema sanitario: oggi il nostro obiettivo è quello di difendere la sanità pubblica». Ginesio Pichini, fisioterapista ed esponente del Movimento 5 Stelle giuliese durante il suo intervento, ha detto: «Quella di oggi sarà una giornata di ripartenza. La nostra sanità ormai ha preso una deriva fallimentare». In rappresentanza dei medici che hanno dato negli anni un contribuito all’ospedale giuliese, l’endocrinologo Paolo De Cristofaro ha dichiarato: «Facendo un raffronto, fra quella che era negli anni in cui abbiamo operato e quella che è adesso l’organizzazione sanitaria dell’ospedale, il più grande flagello è rappresentato dalla mobilità passiva».
Così Franco Arboretti, medico e capogruppo de Il Cittadino Governante: «Fino alla metà degli anni 90, l’ospedale di Giulianova è stato un punto di riferimento regionale, poi sono arrivati gli ultimi venti anni che lo hanno portato ad una progressiva decadenza, chiudendo reparti e ridimensionando altri, compresi i servizi. La mancanza di personale ha raggiunto livelli inaccettabili, così come le bibliche liste d’attesa. Da molti anni la Asl di Teramo viene fortemente penalizzata dalla Regione, trasferimento dei fondi regionali minori rispetto alle altre tre Asl. Chiediamo due ospedali di primo livello, Teramo e Giulianova, due poli di eccellenza per attrarre mobilità attiva». Presente anche Elisa Braca di Rifondazione Comunista: «Non condividiamo il piano regionale, chiediamo che venga rivisto, e non condividiamo il depauperamento del nostro ospedale». Anche Pietro Tribuiani, consigliere comunale indipendente di Erga Omnes era presente alla manifestazione. Queste le sue parole: «Oggi sono qui in veste di comune cittadino, favorevole all’ospedale di primo livello. Mi dispiace che l’amministrazione comunale non sia oggi presente in prima linea, ma ha criticato chi manifesta per l’ospedale».
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