Trenta tecnici in più per la ricostruzione 

Il commissario Legnini comunica l’aumento di personale ottenuto e destinato agli uffici speciali: sono 138 per 4 regioni

TERAMO. Se le ordinanze del commissario straordinario Giovanni Legnini hanno segnato un'importante svolta per la ricostruzione, sia pubblica che privata, velocizzando e semplificando le procedure e avendo come primo effetto il deciso aumento del numero di progetti presentati, a imprimere un’ulteriore accelerazione arriva adesso l’aumento di personale da destinare agli uffici speciali della ricostruzione delle 4 regioni interessate dal sisma 2016.
Una boccata d’ossigeno per l’Abruzzo, che si vede assegnare 30 dei 138 nuovi tecnici assegnati agli Usr (72 andranno alle Marche e 18 a testa agli uffici di Lazio e Umbria), recuperando così il sottodimensionamento del passato. Grazie ai fondi stanziati con la legge di conversione del decreto legge di agosto e delle risorse reperite dal commissario, viene infatti avviata l’assunzione immediata delle 138 nuove unità. L’intesa sul riparto dei 138 tenici per gli uffici speciali è stata raggiunta lunedì pomeriggio dai presidenti delle 4 Regioni sulla base di una proposta del commissario straordinario Legnini, che tiene conto dei carichi di lavoro attesi e che potrà essere rivista a settembre, quando il quadro della ricostruzione pubblica e privata sarà molto più chiaro.
Entro luglio, infatti, tutti i cittadini che non hanno ancora presentato i progetti (il termine per le istanze relative ai danni gravi è stato prorogato a fine 2021), dovranno trasmettere attraverso i tecnici una manifestazione di volontà a presentare la domanda, con una prima quantificazione del contributo richiesto. Inoltre, nelle prossime settimane sarà avviato un censimento delle opere pubbliche che devono ancora essere finanziate. Lunedì a porre la questione di un riequilibrio delle risorse umane, dati alla mano, era stato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che aveva evidenziato come la Regione Abruzzo in passato fosse stata penalizzata. «Con i dati in nostro possesso sul numero di pratiche della ricostruzione che sono state presentate agli uffici, siamo stati in grado di poter sostenere questa tesi con ancora maggior vigore», aveva commentato Marsilio subito dopo l’incontro con Legnini, «nella riunione è stato preso atto da parte di tutte le Regione e del commissario Legnini delle nostre buone ragioni e ci attendiamo una risposta importante in termini di risorse umane che arriveranno nell’ufficio speciale». Risposta che è arrivata con l’assegnazione all’Abruzzo di 30 nuovi tecnici. «Con le decisioni assunte nella giornata di lunedì riguardanti il personale», commenta Legnini, «può dirsi concluso il lavoro di cambiamento radicale delle regole e dell’organizzazione della struttura commissariale e degli uffici speciali per la ricostruzione. Per l’Abruzzo si è fatto un ulteriore passo importante per colmare il divario fra unità di personale e carichi di lavoro, così ponendo l’Usr in condizioni decisamente migliori per definire circa 2700 pratiche ad oggi pendenti e le altre che sono attese. Nonostante la pandemia, che ha fortemente limitato il processo di ricostruzione, abbiamo chiuso il 2020 con un deciso avanzamento di tutti i dati della ricostruzione privata e pubblica. In tale contesto l’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Abruzzo ha conseguito risultati importanti. Adesso, anche grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, abbiamo risorse, personale e procedure per affrontare il definitivo decollo della ricostruzione del Centro Italia».
Per quanto riguarda l’intero cratere Centro Italia, su 80 mila edifici censiti come inagibili dopo il sisma del 2016-’17, le istanze di contributo presentate fino ad oggi sono state 19.500. Le pratiche in lavorazione negli Uffici Speciali e nei Comuni e in fase di integrazione da parte dei tecnici, quindi non ancora giunte a conclusione, sono circa 12 mila mentre i contributi richiesti ammontano a circa 4,5 miliardi di euro, quelli già decretati a oltre 1,5 miliardi, mentre le erogazioni effettive, che procedono con lo stato di avanzamento dei lavori nei cantieri, sono pari a circa 700 milioni di euro. La mole di lavoro che si prospetta nei prossimi mesi sarà dunque molto elevata, con gli Usr che dovranno gestire sul campo anche la redazione e l’attuazione dei programmi straordinari di ricostruzione nei comuni più colpiti.