Tribunale, nuove regole per udienze penali e civili

Raddoppiano quelle per separazioni e divorzi per scongiurare situazioni a rischio Il presidente Calvaresi: «Evitare il blocco e salvaguardare la salute di tutti»
TERAMO. Evitare blocchi dell’attività giudiziaria e salvaguardare la salute di tutti perché nei tempi infiniti di una pandemia la macchina della giustizia non si può fermare. Soprattutto in un Paese dove il sistema accumula anni di ritardi tra carenze di personale, mole di arretrati e riforme mai attuate. «Il sistema giustizia è il fulcro di una società e come tale va garantito sempre» premette Carlo Calvaresi, alle spalle 35 anni di magistratura e da luglio presidente del palazzo di giustizia teramano. Un sistema garantito con regole ben definite messe nero su bianco dallo stesso Calvaresi in un recente provvedimento con linee guida che nascono dal decreto legge di ottobre e dalla circolare del Csm del 6 novembre. Criteri che sanciscono il ricorso alla trattazione scritta e remoto per il civile e presenza per il penale con, laddove gli spazi non consentano il distanziamento sociale, la chiusura al pubblico.
Grande attenzione a separazioni e divorzi, procedimenti di famiglie di fatto e minori nella considerazione che si tratti di questioni che sicuramente necessitano di tempi veloci per evitare il degenerare in situazioni di rischio. «Una particolare attenzione a vicende che possono anche precipitare in reati di genere e che quindi vanno trattate senza ritardi» dice Calvaresi. Per questo, nonostante la pandemia, queste udienze sono state raddoppiate anche per smaltire gli arretrati che si sono accumulati durante i mesi di lockdown totale. Procedimenti che, in alcuni casi, possono essere trattati solo in presenza. Per questo regole ferree: solo aule o stanze di grossa dimensione per consentire il distanziamento, udienze fissate in precise fasce orarie con intervalli temporali di venti minuti .
Discorso a pare merita il penale che a Teramo parte da un presupposto da cui non si può prescindere. «Il tribunale», dice il presidente, «non è dotato da un sistema di videoconferenza e ciò rappresenta un problema. Per questo il penale vedrà come strumento preferenziale quello in presenza. Naturalmente nel rispetto di tutte le normative di sicurezza e per questo, oltre all’aula di corte d’assise, sono state attrezzate altre due aule».
Tutti i procedimenti penali, dunque, verranno trattati con la possibilità che – così come previsto proprio dal decreto di ottobre – le udienze alle quali in via ordinaria è ammessa la presenza del pubblico dovranno essere svolte a porte chiuse. Ferno restando, così come avviene ormai da mesi, il remoto per le udienze di convalida. «Bisogna evitare che ci si siano blocchi», dice Calvaresi, «nella consapevolezza di quella che è la realtà attuale. Voglio precisare che tutto è stato fatto in piena sintonia con la Procura e l’ avvocatura sempre presente e disponibile».
Le nuove regole dettate dalla pandemia nel palazzo di giustizia teramano si inseriscono in un contesto in cui numeri ormai da tempo raccontano di gravi carenze di personale. Non solo amministrativo.
Nella revisione della pianta organica, nonostante il pronunciamento del consiglio giudiziario e del Csm, il ministero ha previsto la figura di un solo magistrato in più e non di due. Cosa che, numeri alla mano, impedirà al tribunale – che per carico di lavoro è uguale a Pescara che ha cinque magistrati in più – di avere la sezione penale. Una organizzazione che sul piano operativo avrebbe offerto sicuramente più strumenti d’azione. Un allarme, quello della carenza dei giudici, che ormai da anni viene lanciato dal palazzo di giustizia ma che nessuno ha mai raccolto.
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