Troppe sagre, ristoratori infuriati

Pineto. Il presidente dei commercianti scrive al sindaco: «Danni alle attività»
PINETO. Le troppe feste estive con somministrazione di cibi e bevande a pagamento danneggiano ristoratori e gestori di bar, ristoranti e pizzerie della città. È il grido d’allarme lanciato dal presidente dell’associazione locale commercianti e artigiani Biagio Iezzi, che dopo aver raccolto le lamentele degli operatori nel corso delle ultime settimane ha inviato una lettera al sindaco Alberto Dell’Orletta e al vice sindaco e assessore al commercio Massimina Erasmi. «Poniamo all’attenzione dell’amministrazione comunale la protesta di tanti ristoratori, gestori di bar e pizzerie e nostri associati in relazione al proliferare nel periodo estivo, di feste, concerti e manifestazioni dove si somministrano cibi e bevande: sono in realtà veri e propri ristoranti a cielo aperto», si legge nella missiva, «hanno l'aspetto, improprio, di sagre non regolamentate dalle vigenti norme regionali in materia».
Secondo Iezzi, tra l’altro, «gli eventi che godono di finanziamenti pubblici erogati dal Comune, spesso impiegano personale non sempre idoneo dal punto di vista professionale e igienico sanitario, indispensabile per garantire la sicurezza e la salute del pubblico consumatore». Questo, sempre a detta del presidente dei commercianti, «determina una concorrenza sleale con conseguente danno economico agli operatori titolari di bar, pizzerie e ristoranti che sono in regola e che operano a Pineto dal 1° gennaio al 31 dicembre, i quali confidano nel periodo estivo per incrementare i necessari ricavi per far fronte al costo degli affitti dei locali, tasse comunali, regionali e nazionali. Vogliamo continuare a offrire un servizio di qualità ai cittadini e turisti, contribuendo insieme ai negozi a rendere viva e accogliente Pineto». Iezzi chiede pertanto un incontro immediato con il sindaco e il suo vice per affrontare la problematica e per porre anche l’accento sul delicato problema della difficoltà che i negozi negli ultimi anni hanno avuto e stanno avendo dal punto di vista economico e che fino ad oggi hanno lottato per non abbassare le saracinesche e spegnere definitivamente le insegne. Lo scorso anno oltre trenta attività hanno deciso di chiudere le partite Iva e altre a settembre sono in procinto di fare la stessa cosa.
Domenico Forcella

