Trovata una casa all’uomo che dormiva in una barca

1 Settembre 2016

ROSETO. Lieto fine per l’uomo che da oltre 50 giorni dormiva in spiaggia perché senza una casa. «Subito dopo l’articolo del Centro, pubblicato appena qualche giorno fa», riferisce uno dei...

ROSETO. Lieto fine per l’uomo che da oltre 50 giorni dormiva in spiaggia perché senza una casa. «Subito dopo l’articolo del Centro, pubblicato appena qualche giorno fa», riferisce uno dei frequentatori del lido Papenoo di Roseto, lo stabilimento che aveva “adottato” il senzatetto insieme a un gruppo di amici, «una persona ci ha contattato offrendo un alloggio per il nostro Franco (si tratta di un nome di fantasia per tutelare la sua privacy, ndr). Un’occasione colta al volo così lo abbiamo aiutato ad accasarsi affinché potesse ricominciare a vivere». Per i due mesi precedenti Franco è stato “ospite” di una barca che si trova sulla spiaggia del lido Papenoo, «l’unico stabilimento che mi ha accettato», aveva sottolineato l’uomo, «senza il quale le cose sarebbero ancora più difficili per me». Qui aveva addirittura fissato il suo punto di reperibilità per l’Inps in caso di visita fiscale in quanto è sotto mutua. Sì, perché a differenza di tanti senzatetto Franco un lavoro ce l’ha, il che gli consente di pagare l’affitto e vivere degnamente come ha sempre fatto. «L’unico problema per lui», raccontano ancora gli amici del Papenoo, «era di riuscire a trovare un appartamento, cosa piuttosto difficile durante il periodo estivo a Roseto perché i turisti hanno la precedenza». Ma ora è tutto finito: Franco una casa l’ha trovata, tra l’altro in una zona di Roseto a lui cara visto che proprio da quelle parti ha trascorso la sua infanzia. Il trasloco non gli ha comunque fatto cambiare abitudini. Infatti continua a frequentare il gruppo di amici del Papenoo, persone mai conosciute prima le quali hanno preso a cuore lui e la sua storia e non l’hanno mai lasciato da solo, aiutandolo a superare i momenti più difficili. «Avevamo capito da subito che si trattava di una persona bisognosa d’aiuto» concludono gli amici del Papenoo, «e noi glielo abbiamo dato».

Federico Centola

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